I fili dell’accensione dopo lo strappo del nottolino

COAZZE – Tentativo di furto, bravata o dispetto? Se lo chiedono, ma senza avere risposta, Fabrizio e Claudia, i gestori dei rifugi Fontana Mura e Palazzina Sertorio, nella valle del Sellery, tra le montagne, oggi in parte innevate, di Coazze.
Nel pomeriggio del 26 dicembre, infatti, all’incirca tra le 16.45 e le 19, secondo la loro ricostruzione, qualcuno, forse più d’uno, ha manomesso e spostato la loro motoslitta, mezzo fondamentale in questo periodo per rifugisti come loro. Hanno strappato il nottolino (e lanciato via), collegato i fili e messo in moto il mezzo, spostandolo di circa 200 metri, per poi abbandonarlo in mezzo alla strada, rendendolo forse inutilizzabile.
Il tutto è avvenuto sulla pista agrosilvopastorale che collega le due strutture, all’incirca a metà percorso.
La motoslitta era parcheggiata nello slargo al bivio per Palazzina Sertorio – ricostruisce Fabrizio – La mattina del 26, quando sono andato per prenderla, non c’era più. L’ho ritrovata poco più avanti. Grazie ad amici l’ho rimessa in moto ma, fatti pochi metri, si è fermata. Qualcuno mi ha detto che potrebbero anche aver versato nel serbatoio qualcosa, tipo zucchero o sale, per renderla inutilizzabile. Verificheremo, ma intanto è stato un duro colpo”.
Chiedendo a chi è salito e sceso in quel giorno, sono riusciti a stabilire il lasso di tempo in cui il fatto è avvenuto. “Faccio fatica a pensare sia stato un tentativo di furto, considerando che la prima parte della pista, al momento, non è innevata. E poi avrebbero dovuto avere un mezzo per caricarla e portarla via. Considerando l’ora in cui il fatto è accaduto e il basso valore della motoslitta, di seconda mano, mi pare improbabile un tentativo di furto. Tra la bravata e il dispetto, spererei davvero sia la prima – continua un amareggiato Fabrizio – Pensare infatti che si tratti di una forma di ripicca, con il conseguente pensiero che qualcuno ce l’ha con noi per qualcosa che ignoro, mi fa venire il mal di pancia. Da anni io e Claudia lavoriamo sodo per rianimare questo angolo di valle, superando tante difficoltà: auspico davvero che quanto fatto non sia di fastidio a qualcuno, tanto da arrivare a farci dispetti come questo. Se così fosse, questo lavoro impegnativo ma che amiamo tanto, non sarebbe più per noi. Per questo mi auguro che emerga, anche attraverso una segnalazione anonima, che si sia trattato ‘solo’ di una bravata”.
I gestori non hanno ancora avuto tempo di sporgere denuncia, ma appena possibile lo faranno. “Capodanno è alle porte, abbiamo i due rifugi pieni e, con questo danno, dobbiamo caricarci tutto sulle spalle, benzina compresa per i generatori. Il tempo è contato. Per fortuna tanti amici ci stanno aiutando e tante pesone si sono messe a disposizione. Ringraziamo tutti”.
Conclude Fabrizio. “Se sono arrabbiato? No, solo molto amareggiato”.

Anita Zolfini

In questa foto, la difficoltà del lavoro del rifugista

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