“Ero in un bagno di sangue, sentivo freddo, avevo male ovunque, pensavo che fosse giunta ormai la mia ora. E ad un tratto mi apparve una nuvola nera, con al centro una figura di donna circondata da un arcobaleno. Era la Madonna di Lourdes, sì proprio Lei che mi disse: ‘Non avere paura’”.

La voce ancora trema nel raccontarlo e gli occhi si inumidiscono, ma Quinto Loddo decide, dopo tanti anni, di svelare quanto gli accadde tanti anni fa, il 18 agosto 1996.

Sardo d’origine, da tanti anni gestisce insieme alla moglie il bar nei pressi del Santuario-Grotta di Lourdes a Forno di Coazze.

“Premetto, non sono mai stato un credente né praticante, ma quello che mi accadde quel giorno mi ha cambiato la vita” confida l’uomo, ripercorrendo l’incidente che lo coinvolse mentre andava funghi non distante dalla Grotta di Forno, tra i boschi nei pressi della Via Crucis.

“Scivolai per una cinquantina di metri in un dirupo sbattendo contro rocce e piante. Quando fermai di ruzzolare, sentii solo un forte dolore e mi ritrovai in una pozza di sangue. Ai tempi non erano diffusi i telefonini, ma per fortuna non ero solo: l’amico che era con me, vista la gravità, corse a chiedere aiuto”.

Fu in quel momento che Quinto ebbe l’apparizione. “Una figura luminosa, vestita di bianco e celeste. Capii subito che era la Vergine che mi stava rincuorando”.

Articolo completo su La Valsusa del 5 settembre.

Anita Zolfini

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