Venerdì 16 ottobre, alle 18, nel Palafeste di Coazze (ingresso da via Matteotti), si terrà la presentazione e la proiezione del nuovo video promozionale dedicato alla Miniera di talco Garida di Forno di Coazze, realizzato dall’Associazione Geco, in collaborazione con l’Ecomuseo dell’Alta ValSangone,  con il Gruppo Speleo Club Saluzzo “F. Costa” e con le riprese e il montaggio di Paolo Peira.

Il video, della durata di circa 40 minuti, è stato realizzato nelle scorse settimane e offrirà al pubblico presente la visione di alcuni rami della miniera, come la cosiddetta “Galleria delle scarpe vecchie”, che non sono aperti al pubblico perché richiedono un minimo di abilità speleologiche.

Oltre a numerose immagini suggestive, abbiamo anche voluto fare sentire la voce di chi ‘vive’ Garida, un piccolo gioiello naturale che non ha ancora dispiegato tutte le sue potenzialità a vantaggio del territorio valsangonese — spiega Diego Drago coordinatore dello Speleo Club di Saluzzo  —. Nel video è stata data la parola allo storico locale Mauro Minola, al guardaparco Luca Giunti, a Barbara Rizzioli, esperta di minerali, e a Sergio Nicol dell’associazione Geco che si prende cura della miniera”.

Domenica 18 ottobre, alle 9,30, chiunque lo vorrà e si sarà preventivamente prenotato tramite l’Ufficio Turistico di Coazze potrà visitare Garida, accompagnato da guide esperte.

La visita, oltretutto, non è così faticosa come può sembrare e, una volta all’interno della miniera, non si prova nemmeno quella claustrofobia che ci si aspetterebbe di sentire: il luogo, infatti, è (inspiegabilmente) ben aerato e i passaggi veramente stretti non durano che pochi metri.

In effetti, però, al suo interno c’è parecchia umidità e fa freschetto: la temperatura è costante tutto l’anno e, a seconda delle zone, varia fra i 10 e i 14 gradi, come in una buona cantina.

Una volta aperto il cancello della miniera, è come entrare in mondo nuovo. Passate le prime tre- quattro decine di metri, l’oscurità avanza fino a diventare totale, come il silenzio che prima spaventa ma poi conforta.

Apparentemente, non ci sono segni di vita, eppure, puntando le torce qua e là ci si accorge che la vita vince anche qui: funghi dalle lunghe ife hanno intaccato il legno portato dai minatori per puntellare le pareti di Garida e lo stanno “mangiando”, lentamente.

Nel rispetto delle norme anti-covid, sia per assistere alla presentazione del video, sia per la visita alla miniera, è richiesta la prenotazione presso l’ufficio turistico di Coazze (Viale Italia ’61 n. 3) al n. 011/9349681 oppure via mail a turismo@comune.coazze.to.it

Alberto Tessa

Foto di Diego Drago

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