La compagnia di un cane può essere fonte di grandi soddisfazioni, di forti emozioni e di molti anni felici, purché si abbia cura della sua salute, del suo comportamento e del rapporto con gli esseri umani.

Se ne è discusso lo scorso 5 marzo in un incontro denso di spunti, organizzato in videoconferenza dal comune di Villar Dora, con la presenza del veterinario Alberto Calliero e dell’educatore cinofilo Luca Cortese.

Il punto di partenza è stato suggerito dalla statistica: secondo l’anagrafe canina, solo a Villar Dora sono registrati quasi 700 cani, circa uno ogni quattro abitanti. In Piemonte sono mediamente uno ogni cinque, a livello nazionale uno ogni sei. Questi numeri consistenti hanno spinto i relatori a riflettere sul rapporto con i nostri animali domestici.

«La convivenza con i cani – spiega il dott. Calliero – può comportare la trasmissione di malattie agli esseri umani. Nel periodo primaverile si slatentizzano le zecche, che bisogna prevenire mediante un trattamento antiparassitario. Sulle nostre montagne, un altro pericolo è la processionaria, che può causare pericolose urticazioni: bisogna evitare la frequentazione delle zone infestate dalle larve. I cani possono inoltre contrarre e trasmettere all’uomo malattie parassitarie, come la giardiasi, attraverso il contatto con deiezioni non raccolte dai proprietari di altri cani. La gestione di un cane è una questione di educazione e responsabilità, che implica anche il rispetto delle persone che non ne possiedono».

Sul fronte del comportamento e dell’interazione con l’uomo, è intervenuto l’educatore cinofilo Luca Cortese: «Sarebbe opportuno scegliere, già da cucciolo, un cane adatto al proprio stile di vita: le persone sedentarie non dovrebbero possedere cani vivaci, cui non bastano brevi passeggiate per sfogarsi. Inserire il cane nella società significa ottenere l’ubbidienza con alcuni semplici comandi, che devono essere focalizzati sulla gestualità, sul tono della voce e sulle abitudini, anziché sulle parole del linguaggio umano».

Secondo i relatori, l’educazione dei cani è fondamentale per migliorare la qualità di vita di tutta la popolazione: è necessario interpretare il loro linguaggio ed insegnargli con pazienza i comportamenti corretti, ad esempio camminare al guinzaglio, obbedire ai richiami, non correre dietro a mezzi in movimento o altri animali, non saltare addosso alle persone, non abbaiare inutilmente, non fare i propri bisogni durante le passeggiate nei luoghi pubblici e non marcare il territorio.

«In altri paesi – conclude Luca Cortese – questa cultura è molto più avanzata: una volta, un collega svedese in trasferta in Italia si è stupito di vedere i cani abbaiare alle recinzioni ed ai cancelli, un fatto per lui impensabile. Gli addestramenti che i nostri cani ricevono solo per le gare, altrove costituiscono la base dell’educazione cinofila».

Lorenzo Rossetti

 

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