Il pane da solo non basta. La fonte del nutrimento vero sta nella sua condivisione. Nell’ascolto reciproco. E nella relazione. Ed è di questa consapevolezza che è una eccellente testimonianza l’emporio Pane del cammino a Rivoli. “Si tratta di una attività”, commenta Elide Tisi nuova referente per la Caritas di Torino e Susa attività, “che, nello stile Caritas, è fondata sull’attenzione alla persona, nella sua interezza e fragilità, ricchezza e potenzialità. Con sguardo rispettoso della dignità di ciascuno. E in spirito di reciprocità e restituzione”.
Niente più delle iniziative della Caritas sono specchio dell’importanza della firma dell’8 per mille alla Chiesa Cattolica nella dichiarazione dei redditi. Una firma che al contribuente non costa nulla. Ma che si fa motore di progetti concreti come questo di promozione umana. “È una responsabilità di tutti i credenti sostenere i fratelli nei momenti di difficoltà – considera Tisi – Ed è dovere di tutti i cittadini contribuire a costruire una società più giusta e solidale – L’8xmille è un primo passo di un cammino di condivisione, giustizia e dono reciproco”.
La novità che distingue il nuovo emporio solidale ‘Il pane del cammino’ a Rivoli è la possibilità di scelta dei destinatari degli aiuti. Le persone non ricevono un pacco preconfezionato, ma possono muoversi nello spaccio in autonomia, utilizzando una tessera a punti. Indicare i prodotti che preferiscono portare a casa. Senza che nessuno decida al loro posto che cosa mettere in tavola o usare per l’igiene personale.
In via Dora Riparia 2, il punto di distribuzione sorge sugli spazi dell’ex bar comunale di Rivoli, messo a disposizione gratuita dalla città di Rivoli alle parrocchie della città e ai gruppi caritativi del territorio. Il progetto è frutto di un impegno triennale condiviso. In cui hanno unito le forze parrocchie, i gruppi Caritas del territorio, i volontari vincenziani e il Muricciolo, gruppo caritativo locale attivo da nove anni. Tutto con il sostegno del Comune e del tavolo ‘Rivoli solidale’.
“L’idea che guida la nascita o il ripensamento delle nostre iniziative – spiega Tisi – è quella di offrire alle persone e famiglie in difficoltà un sostegno sempre più dignitoso, equo e rispettoso. L’obiettivo è di superare logiche assistenzialiste, creando conoscenza, relazioni e corresponsabilità. I fruitori stessi sono infatti incoraggiati a diventare a loro volta partecipi delle attività”.
E in quest’opera di accompagnamento, gli storici centri di ascolto parrocchiali conservano una imprescindibile centralità attorno alla quale è poi indispensabile il supporto economico garantito dall’8 per mille















