Coronavirus. La situazione a Condove. Sono di pochi minuti fa  alcune dichiarazioni ufficiali del sindaco Jacopo Suppo che, a una settimana dai primi casi di contagiati registrati a Condove fa il punto sulla “progressione del virus sul nostro territorio”.

A oggi, giovedì 26 marzo, informa il sindaco, “a Condove registriamo 2 deceduti, 10 persone positive al tampone, nove in isolamento fiduciario a cui vanno aggiunte altre tre il cui isolamento si è concluso nei giorni scorsi”.

Le informazioni di cui disponiamo – prosegue il primo cittadino – sono che tutti i condovesi positivi sono al momento o in strutture ospedaliere, o in strutture sanitarie, o in isolamento. Le persone in isolamento fiduciario sono state contattate dall’amministrazione che, in caso di assenza di una rete sociale, si sta premurando di soddisfare eventuali esigenze pratiche (dalla spesa all’acquisto di medicinali)  grazie al supporto della Croce Rossa”.

Suppo spiega poi che  “il meccanismo di comunicazione messo in campo dalle autorità regionali prevede un doppio canale. I dati dei cittadini risultati positivi alla prova del tampone vengono caricati quotidianamente su una App  gestita dalla protezione civile della Città Metropolitana, a cui ha accesso solo il sindaco. Per quel che riguarda i cittadini in isolamento fiduciario ( cittadini entrati in contatto con persone positive al tampone ma che non presentano sintomi di Covid-19),  questi nominativi vengono comunicati al sindaco dalla AslTO3 tramite una lettera ufficiale classificata come riservata” .

“Abbiamo deciso, insieme al Maresciallo dei Carabinieri, di condividere queste informazioni in modo da avere un controllo del territorio il più sinergico possibile”, afferma Suppo che aggiunge: Il contatto con i medici di base è costante ed è una  collaborazione che ci consente di avere un quadro più ampio sulla situazione medico-sanitaria del nostro Comune”.

A Condove come in tutta la Regione – prosegue il sindaco, “il lavoro che si sta facendo per contenere questa epidemia è davvero enorme punto e i numeri degli ultimi giorni ci dicono che i sacrifici che stiamo facendo stanno dando risultati importanti. So bene che le paure legate alla salute,  la pesantezza del protrarsi delle restrizioni e l’incertezza sulla loro fine, la preoccupazione per il futuro lavorativo di ognuno di noi, corrono veloci nella nostra comunità. Sono preoccupazioni normali, comprensibili e assolutamente condivisibili. preoccupazioni che però rischiano di creare tensioni e incomprensioni anche tra di noi, alimentando un senso di ansia e di sfiducia quantomai negativi in una situazione come quella che stiamo vivendo”.

“Chiedo quindi fiducia, comprensione e unità – conclude Suppo – e  ricordo che l’arma più potente che abbiamo per fermare il virus è una: restare a casa”.

(Bruno Andolfatto)

© Riproduzione riservata