La trentesima Fiera della Toma di Condove ha la sua vincitrice: Lucia Vercellino. Accolta domenica sul palco in piazza Martiri della Libertà, sulle note di “We are the champions” dei Queen, il suo prodotto è stato giudicato dalla giuria di esperti dell’Onaf (Organizzazione Nazionale degli Assaggiatori di Formaggio) come la più buona nella categoria principe dei formaggi vaccini.

È una vittoria in casa per Condove, perché la toma di Vercellino fa parte dei quattro produttori del marchio condovese. A classificarsi seconda è stata Cascina Clivia (altro produttore di Condove), seguita da Mariuccia Ferro Tessior e Giovanni Agù (di Bardonecchia).

Così si è interrotta la scia di vittorie di Ezio Versino (di Giaveno), che per due anni ha fatto incetta di premi nelle varie sezioni: in questa edizione si porta a casa il premio come miglior formaggio nella sezione caprini, giudicata sempre dall’Onaf, mentre secondi sono arrivati i fratelli Lussiana, anch’essi di Giaveno.

La giuria popolare, che per tutta la domenica ha potuto degustare le tome in concorso allo stand Coldiretti, ha invece decretato come vincitore del formaggio più buono Piera Re di Villar Focchiardo, seguita dai fratelli Rocci al secondo e al terzo posto Ezio Rocci, entrambi produttori di Condove.

Le premiazioni dei vari concorsi caseari sono state l’epilogo di una sfilza di concorsi fotografici, floreali e artistici. Proprio un concorso artistico è stato particolarmente atteso, essendo una novità: il “Condove Street Art”, sul tema di accoglienza, che ha portato 5 writers selezionati a realizzare le loro opere sul muro in via Torino delle ex Officine Moncenisio, ora Cln-Magnetto Wheels, e poi votate da una giuria popolare. A vincere è stato Francesco Frank Perotto con la sua opera “Oro Nero. Chi trova un amico trova un tesoro”, al secondo posto Alessandro Zamolo con “Un’altra occasione”, terza Chiara Perotto con “I muri. Chiudono dentro o chiudono fuori?”, quarto Ludovico Allasio con “Benvenuti a casa” e quinta la Wasp Crew con “L’accoglienza”.

Servizio completo su La Valsusa del 17 ottobre.

Andrea Diatribe

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