Nella settimana pasquale, i volontari dell’AIB caselettese possono trarre un bilancio dell’attività svolta finora e rendono noti i numeri indicativi dell’impegno che ha comportato questo servizio, che si prevede peraltro in essere fino al termine dell’emergenza.

Il servizio di consegna gratuita a domicilio di farmaci e generi alimentari è stato istituito dal Comune di Caselette e dai volontari dell’Anti Incendi Boschivi in collaborazione con i commercianti il 12 marzo.

Da quel giorno, lo scenario è cambiato parecchio ed in peggio. Nessuno dei soggetti coinvolti, all’avvio del servizio, avrebbe potuto prevedere quanto sarebbe servito.

I numeri delle consegne ad oggi

Al Sabato Santo si contano ventotto giorni di intervento per settantadue ore complessive. Il tutto va moltiplicato per i quattro volontari impegnati ogni giorno e distribuiti sui due mezzi, per un minimo di venti consegne al giorno fra medicinali ed alimentari.

I medicinali fanno la parte del leone”, spiega il caposquadra Mauro Vinassa, “per poche che siano, almeno una dozzina di buste al giorno solo della farmacia le abbiamo. Con gli altri negozi superiamo sempre le venti consegne totali.”

Le attività coinvolte sono le tre realtà commerciali caselettesi di Farmacia San Giorgio, CRAI e Macelleria da Pier e Mara. A loro il compito di raccogliere gli ordini dai cittadini ed organizzarne la distribuzione in buste. Sempre ai commercianti il difficile onere di verificare l’effettiva necessità della consegna a casa di chi la richiede.

Un servizio per chi non può uscire di casa

Il servizio è pensato infatti esclusivamente per gli anziani e per chi è in quarantena, dato che si basa sull’impegno gratuito dei volontari, e non come sostitutivo delle normali consegne a domicilio – a pagamento – dei supermercati.

Ringraziamo il Comune ed i commercianti coinvolti in quest’attività e con cui stiamo lavorando bene, nonché l’associazione Calabresi Alpignano e Caselette per il contributo ricevuto che abbiamo usato per coprire le spese del carburante”, chiude Vinassa. “E poi, chiaramente, la Ferrero: anche a noi, in quanto membri della protezione civile, sono arrivate le uova di Pasqua”.

Paola Bertolotto

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