Dopo un iter travagliato, il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha firmato il nuovo Dpcm che sarà in vigore da domani, lunedì 26 ottobre, fino al 24 novembre, in tutta Italia.

Il decreto contiene norme per il contenimento della pandemia più restrittive rispetto al Dpcm firmato dallo stesso Conte appena una settimana fa, ma non va nella direzione di un lockdown generalizzato come quello degli scorsi marzo- aprile.

Vediamo i punti principali:

  • Bar, ristoranti e gelaterie potranno rimanere aperti dalle 5 alle 18, domeniche e festivi compresi. L’asporto è consentito fino alle 24, ma è vietato consumare cibi e bevande nelle adiacenze dei locali. La ristorazione negli hotel è sempre consentita ma limitatamente ai propri clienti. Rimangono aperti senza vincoli di orari gli autogrill e i bar che si trovano all’interno di ospedali. Resta sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio, nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento sia di trasporto. Nei locali, non si potranno sedere più di 4 persone allo stesso tavolo.
  • Nulla cambia per i negozi al dettaglio, a patto che continuino a rispettare e a far rispettare alla propria clientela le norme igienico- sanitarie già previste.
  • Sono sospese le attività di sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casinò; Sono sospesi gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all’aperto.
  • Sono sospese le attività di palestre, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali, fatta eccezione per quelli con presidio sanitario obbligatorio o che effettuino l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza, nonché centri culturali, centri sociali e centri ricreativi; ferma restando la sospensione delle attività di piscine e palestre, l’attività sportiva di base e l’attività motoria in genere svolte all’aperto presso centri e circoli sportivi, pubblici e privati, sono consentite nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento.
  • Non ci sono limiti di spostamento fra le regioni, ma rimane “fortemente raccomandato” di ridurre gli spostamenti al minimo indispensabile.
  • Le scuole, dall’infanzia a quelle secondarie di primo grado comprese, potranno proseguire la didattica in presenza, mentre le secondarie dovranno garantire almeno il 75% della didattica a distanza.

Come si è detto, il Dpcm rimarrà in vigore fino al 24 novembre, a meno che ulteriori impennate dei contagi non costringano il Governo a prendere decisioni ancora più drastiche.

 

 

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