Coronavirus, la sicurezza nelle fabbriche è carente. A denunciarlo sono  i sindacati dei metalmeccanici Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm Uil di Torino e provincia.
Davide Provenzano, Edi Lazzi e Luigi Paone segretari generali provinciali delle tre organizzazioni affermano:
“Riceviamo segnalazioni da parte di lavoratori e delegati. In molte aziende, soprattutto dove non c’è la presenza il sindacato, non vengono rispettate le direttive di sicurezza emanate dal Governo”.
In alcune fabbriche sono partiti scioperi spontanei dei lavoratori che il sindacato ha deciso di “coprire”. In altri casi i lavoratori hanno deciso di tornare a casa perchè non si sentivano garantiti dalle misure adottate dalle imprese.
Alcuneaziende hanno deciso di usare la cassa integrazione e di sospendere la produzione per alcuni giorni.
Iniziano ad esserci casi di lavoratori dipendenti di aziende metalmeccaniche, positivi al tampone e che, recatisi a lavorare prima di conoscerel’esito, sono stati a contatto con altri colleghi.
“Da parte nostra –  dicono i segretari dei sindacati metalmeccanici – stiamo continuando a fornire indicazioni per estendere il “lavoro agile”, sanificare tutti gli ambienti (sospendendo momentaneamente l’attività lavorativa),  dotare gli idonei strumenti di protezione e gli erogatori di prodotti igienizzanti, la gestione delle pause, delle mense e degli spogliatoi per evitare sovraffollamenti”.
Davide Provenzano, Edi Lazzi e Luigi Paone aggiungono: “Inizia ad esserci una situazione complicata da gestire all’interno dei luoghi di lavoro. I lavoratori sono allarmati e preoccupati di preservare la propria salute e quella dei famigliari. Avevano altre aspettative in merito ai provvedimenti presi dal governo, soprattutto pensavano che ci sarebbe stata più attenzione per chi si trova maggiormente esposti. In molti luoghi  di lavora c’è la presenza di molte persone e il contatto diretto diventa inevitabile nonostante le precauzioni “.
“FIM-FIOM-UILM e i delegati sindacali – dicono i tre segretari – sono impegnati a tutelare lavoratrici e i lavoratori, ma non possiamo essere lasciati soli e far gravare responsabilità sui rappresentanti dei lavoratori. Ecco perchè chiediamo alla Regione Piemonte di intensificare immediatamente i controlli degli ispettori del lavoro nel far rispettare le direttive emanate. Rimaniamo in attesa del nuovo decreto in materia di ammortizzatori sociali a causa del COVID-19. Resta inteso che qualora non ci siano le condizioni del rispetto delle regole, si debbano sospendere le attività lavorative fino a quando non siano ripristinate le condizioni di sicurezza dei lavoratori”

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