Sono circa 10.000 i metalmeccanici della provincia torinese già a casa o che lo saranno da lunedì e martedì prossimo, con fermate di interi stabilimenti che hanno avuto casi accertati di positività al COVID-19 di dipendenti o di addetti che sono stati in contatto, al di fuori degli stabilimenti, con persone positive al tampone. In altri casi le fermate sono state programmate per riorganizzare la produzione nel rispetto delle direttive governative e per operazioni straordinarie di sanificazione.

A comunicarlo è la Fiom Cgil di Torino che, attraverso il suo segretario generale Edi Lazzi, spiega dichiara: “La situazione non è certo delle migliori, i casi di positività o di esposizione al contatto con soggetti positivi da parte dei dipendenti delle aziende metalmeccaniche si moltiplicano di ora in ora. Chiediamo senso di responsabilità alle imprese nell’assumere tutte le misure precauzionali per la salvaguardia della salute delle lavoratrici e dei lavoratori. È necessario monitorare la situazione evitando sottovalutazioni. Se l’andamento dei contagi, o dei casi di lavoratori in contatto con persone contagiate dovessero aumentare, bisognerà non indugiare e prevedere la riduzione delle produzioni e delle presenze e la sanificazione totale di tutti i luoghi di lavoro a prescindere dal fatto che si siano registrati o meno casi conclamati.
La salute viene prima di tutto. Se si vuole preservare il funzionamento delle fabbriche bisogna innanzi tutto preservare la salute delle lavoratrici e dei lavoratori”
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Intanto ad Avigliana, la fabbrica aviglianese che costruisce yacht di lusso ai piedi delle montagne valsusine non chiude i battenti.

Non è prevista alcuna ‘serrata totale’ – fanno sapere fonti interne all’azienda – quanto piuttosto un programma che consente il proseguimento delle sole attività che si possono portare avanti in sicurezza”.

I provvedimenti adottati stati definiti per modulare il flusso delle presenze all’interno del cantiere, nel pieno rispetto delle indicazioni governative.

Che cosa sta succedento quindi all’Azimut? L’attività prosegue a … scacchiera con presenza di personale a rotazione. “La produzione della vetroresina – comunica l’azienda – proseguirà senza interruzione fino alla prossima settimana e i dipendenti coinvolti in tale attività potrebbero successivamente lasciare il posto a colleghi attivi in altre aree, sempre che sussistano le condizioni per procedere in tal senso, anche relativamente allo stato degli  approvvigionamenti di materie prime”.

Le misure riguardano tutti i dipendenti della sede di Avigliana (inclusi gli impiegati). “Alcuni di loro –  secondo i piani dell’Azimut – potranno attingere alle competenze individuali residue di ferie e/o permessi, per altri sarà prevista la formula dello smart working, laddove applicabile. Solo come ultima istanza si farà ricorso, a favore di tutto il personale della sede e del cantiere di Avigliana, alla Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria per evento straordinario e imprevisto”.

A sospendere l’attività produttiva da lunedì 16 a venerdì 27 marzo è invece la Finder di Almese.La sospensione – si legge in un comunicato aziendale – riguarderà sia i servizi direttamente o indirettamente connessi alla produzione sia le altre funzioni aziendali”. Per il resto saranno salvaguardati i servizi essenziali con soli lavoratori necessari e sarà rivalutato “l’attuale assetto dello smart warking”.

I giorni di chiusura, comunica la Finder, “saranno coperti prioritariamente dagli istituti contrattuali” ma non viene escluso il ricorso agli “ammortizzatori sociali a disposizione, ordinari o speciali”.

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