Anche i commercianti si stanno dotando delle misure preventive per contenere il contagio da Coronavirus. E il commercio si modifica un po’, inevitabilmente. Vari categorie di dettaglianti a seguito del decreto ministeriale dello scorso 11 marzo hanno dovuto chiudere, altre avevano la possibilità di tenere aperte, altre ancora quasi costrette.

La tabaccheria di Roberto Vesco di Sant’Antonino, sulla Statale 25, è rammaricata per l’attuale momento italiano: “È assurda la situazione – dicono dalla tabaccheria – che con una polmonite virale, chiamiamola così, si lascino fumare le persone. Domenica finalmente si è visto un vuoto di persone ma solitamente non è così, molti continuano a recarsi per acquistare le sigarette”. I clienti rispettano i consigli di distanza interpersonale di almeno un metro e di entrata di massimo tre persone all’interno della tabaccheria. “Noi abbiamo una mascherina che purtroppo ricicliamo da ormai quindici giorni, ma notiamo che molti anziani, proprio nella categoria di persone che dovrebbero indossarla, non la mettono e circolano tranquillamente al posto di starsene a casa”.

Raffaele Dello Ioio, dell’edicola-cartolibreria di Sant’Antonino, anche lui dotato di mascherina e di guanti, continua il suo lavoro come da normative. “I clienti stanno reagendo bene, sono molto disciplinati e si inseriscono bene nella nuova dinamica”, dice Dello Ioio. E avverte: “Giusto seguire le direttive, ma l’importante è che la paura non prenda il sopravvento. Confidando nella grazia divina le cose dovrebbero tornare ad una normalità. È bello comunque vedere le persone venirsi incontro, scambiare velocemente quattro chiacchiere chiedendo un semplice ‘come stai?’”. Si vedono oltretutto i momenti di aiuto reciproco: infatti la mascherina che porta gli è stata regalata da un cliente, “e ne ho anche una seconda regalatami da un altro. In un mondo nel quale si pensa solo al proprio benessere, questo è un gesto molto significativo”.

A Vaie, invece, c’è il negozio F.E.B. Forniture Elettriche, che in questo periodo sta cercando anche tramite le consegne a domicilio di offrire un servizio in più. “Anche qui faccio rispettare le distanze – dice il titolare di Marco Andrea Benvenuti – di almeno un metro. Ho deciso di fare entrare solamente una persona per volta, ma questo non genera un problema per i clienti”. Racconta anche che l’approccio con i corrieri è cambiato, infatti “loro non entrano, lasciano fuori dal negozio i pacchi”. Purtroppo altre problematiche si stanno inseguendo, “come il fatto che i rappresentanti non arrivino più. Infatti molti fornitori stanno riducendo gli orari o addirittura chiudono”. Rassicura però che “comunque ci sono, anche se con orari ridotti. La mia attività è ritenuta tra quelle essenziali secondo il decreto”.

Andrea Diatribe

Nella foto la chiesa di S.Antonino con i ponteggi messi qualche mese fa per i lavori di ristrutturazione

© Riproduzione riservata