Alle 17 di oggi, lunedì 16 marzo, è salito a 52 il mumero delle aziende che hanno deciso di fermare totalmente o parzialmente le attività produttive per poi riaprire quando avranno completato gli adeguamenti alle misure di prevenzione e avranno i dispositivi di protezione individuale in grado di far lavorare le persone in sicurezza. I lavoratori interessati sono circa 30 mila.

Le organizzazioni sindacali e i delegati, in questi giorni, si sono adoperati per garantire la salute delle lavoratrici e dei lavoratori.

“Le fermate produttive, che noi caldeggiamo già dalla scorsa settimana –  dichiara Edi Lazzi segretario generale della FIOM CGIL di Torinosono necessarie per poter dare il tempo alle aziende di prendere tutte le precauzioni possibili per evitare il contatto tra le persone negli uffici e nelle officine, per avere un piano giornaliero di sanificazione dei luoghi di lavoro, per organizzare gli orari in modo tale da evitare assembramenti. Tutto dovrà essere fatto, concordandolo con i delegati sindacali interni. Mi auguro che questi giorni di fermo delle maggiori aziende e di gran parte della componentistica, servano per ridurre drasticamente le occasioni di contagio. La situazione è difficile, tutti bisogna fare dei sacrifici e dimostrare senso di responsabilità. Purtroppo il virus si sta diffondendo velocemente anche negli altri paesi europei e penso che l’Unione Europea debba iniziare a giocare un ruolo di coordinamento dei provvedimenti da prendere, questo anche per evitare che ci siano delle speculazioni economiche tra le imprese presenti nelle varie nazioni, perchè una volta superata l’emergenza sanitaria, bisognerà affrontare quella economica-finanziaria“.

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