Come ogni settimana tocca al sindaco di Condove Jacopo Suppo fare il punto sulla situazione Coronavirus nel suo paese.

Lo fa prendendo i dati dal sito sul quale la Regione Piemonte pubblica l’andamento dei contagi paese per paese e che, annota il sindaco, restituisce un numero che comprende i cittadini deceduti, il dato sui “positivi”, quello sulle persone in via di guarigione che hanno ricevuto un esito positivo dal tampone di controllo e anche dei cittadini non residenti ma domiciliati in paese.

A ieri sera, giovedì 16 aprile, “i condovesi deceduti sono 6 (uno in più rispetto la settimana scorsa), i positivi sono 25 (quattro in più rispetto alla settimana scorsa), i negativi sono 41 (quattordici in più rispetto alla settimana scorsa), i cittadini posti in isolamento domiciliare fiduciario sono 5 (come la scorsa settimana), quelli il cui isolamento fiduciario è terminato sono invece 14 (come la settimana scorsa), le persone in via di guarigione, e cioè il cui primo tampone è risultato negativo e attendono il secondo tampone, sono 4 (due in più rispetto a settimana scorsa)”.

“Possiamo notare un lieve aumento dei casi positivi e un notevole aumento dei casi negativi. Gli aumenti sono riferibili, ancora una volta, ai tamponi fatti presso la casa di riposo e questi stanno arrivando scaglionati e ci consegnano una fotografia molto incoraggiante. Gli isolamenti fiduciari, sia quelli in corso sia quelli terminati, restano stabili perché per vedere i cambiamenti abbiamo bisogno di un lasso di tempo di almeno 14 giorni.

Conclude Suppo: “Il mio pensiero è quello di tutta l’amministrazione comunale va alle famiglie delle persone decedute che hanno vissuto non solo il dolore del distacco ma anche quello di non poter salutare degnamente i propri cari”.

Ma perchè non è prevista in paese, una distribuzione di mascherine da parte delle autorità territoriali? La domanda è di un cittadino al quale, sui social network, il sindaco risponde in questo modo: “Sì, è prevista per le persone che presentano fragilità dal punto di vista medico o sociale. Abbiamo coinvolto i medici di base che ci hanno fornito dei nominativi a cui speriamo nei prossimi giorni di poter dare la mascherina”

In ogni caso, si puntualizza dal Palazzo Comunale, “siamo in emergenza e la priorità è quella di stare a casa. Il rischio concreto è quello di scambiare le mascherine per un lasciapassare e non ce lo possiamo permettere. Ad oggi le mascherine possono essere reperite in farmacia oppure possono essere autoprodotte, cosa stanno facendo in tanti. Se in futuro ci saranno novità ci attrezzeremo di conseguenza”

Altro quesito: perchè non c’è la possibilità di fare i tamponi a tutti i cittadini, almeno così sappiamo chi sono i sintomatici e chi deve stare in isolamento e chi no?

Risposta dal Comune: “Questa è una scelta che dipende dalla Regione; ad oggi i tamponi non vengono fatti neanche a tutte le persone che presentano sintomi o che lavoro in luoghi a rischio. E’ quindi difficile pensare che vengano fatti a tutti cittadini indistintamente. Si sta facendo largo l’opzione dei test sierologici nei luoghi di lavoro ma quest’idea è ancora tutta da sviluppare”

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