Le scuole riaprono in tutte le regioni italiane tranne che nelle tre regioni con aree cluster (Lombardia, Veneto, Emilia Romagna) nelle quali in realtà ci sarà la sospensione delle attività – fino all’otto marzo – ma non la chiusura totale. Lo ha annunciato poco fa il presidente del Consiglio Giuseppe Conti che ha rimandato le informazioni dettagliate al Decreto che il Governo emanerà domani mattina.

E in Piemonte (e quindi anche nelle scuole delle nostre valli) che cosa succederà? Fino ad oggi il Piemonte è stato inserito tra le Regioni «cluster» – Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna – in particolare per la vicinanza al grande malato lombardo. Ed è quindi stato costretto ad adottare le stesse misure restrittive.

La riapertura delle scuole dipenderà quindi dalla revoca dell’inserimento della Regione tra le “regioni cluster”. Accadrà? “Lo sapremo tra qualche ora” , fanno sapere dall’Ufficio Stampa della Regione Piemonte.

In ogni caso, voci ben informate, fanno sapere che difficilmente la ripresa delle lezioni potrà avvenire prima di mercoledì.

“Abbiamo adesso concluso la riunione, domani mattina pubblicheremo il nuovo Dpcm in pieno raccordo con le valutazioni dei governatori. C’è un clima di grande collaborazione”, ha detto povo fs  il premier Giuseppe Conte uscendo dalla Protezione Civile. “In questo momento è riunito il comitato tecnico, non mi fare anticipare nulla ma per quanto riguarda le regioni interessate adotteremo misure di prudenza che si distingueranno dalle altre”. Oltre ad un secondo decreto “lavoriamo a un terzo intervento ancora più organico, ancora più complessivo, siamo consapevoli che l’Italia necessita di una grande spinta economica. Vogliamo creare una forte spinta semplificatrice e una grande accelerazione degli investimenti”. In merito alle misure economiche, il presidente Conte ha ricordato ai governatori in videocollegamento che già ieri sera il Cdm ha approvato misure di immediato impatto per le situazioni più critiche, tra cui ad esempio la previsione della cassa integrazione ordinaria e in deroga. “Ma non ci accontenteremo”, ha aggiunto Conte, ricordando che il Governo stava già lavorando, prima dell’emergenza coronavirus, “a una terapia d’urto, a un complessivo provvedimento di rilancio del Paese”. “Non ci fermiamo qui”, ha ribadito.

L’annuncio delle scuole chiuse la prossima settimana in Lombardia e Emilia-Romagna era stato già annunciato dalle rispettive regioni. Da parte del governo c’è “sostanziale adesione alle nostre richieste”: così ha detto al TgR Lombardia l’assessore al Welfare della regione Giulio Gallera mentre è in corso la videoconferenza con il governo. Ci sono alcuni approfondimenti da fare ma per quanto riguarda le scuole “sarà prorogata per un’altra settimana” la sospensione. Scuole, nidi e università in Emilia-Romagna restano chiusi anche la prossima settimana. Lo conferma su Facebook il governatore, Stefano Bonaccini.

© Riproduzione riservata