Il piccolo borgo alpino di Ostana (CN), ai piedi del Monviso, ha accolto, dal 27 al 29 giugno scorsi, la diciassettesima edizione del Premio Ostana: Scritture in Lingua Madre, guidata dal motto “Sensa raïtz pas de flors” – “Senza radici non ci sono fiori”. Tra i membri del comitato organizzatore, anche i giaglionesi Marzia Rey e Matteo Ghiotto.
Il Premio rappresenta uno spazio di ascolto, riconoscimento e celebrazione delle lingue e delle culture minoritarie, dove storie, idee, musica e arte si intrecciano proponendo le lingue storiche come risorse vive della cultura globale.
Nato su iniziativa del Comune di Ostana e dell’associazione Chambra d’Oc, il Premio ha ospitato negli anni oltre cento artisti provenienti da cinque continenti, scrittori, poeti, musicisti, registi e traduttori, con oltre 50 lingue madri rappresentate.
È oggi un appuntamento di riferimento a livello internazionale, riconosciuto dall’UNESCO e sostenuto da importanti network impegnati nella difesa della diversità linguistica.
il Premio è ospitato in un borgo rinato grazie alla visione e alla determinazione di chi ne ha, fin dagli anni ’80, riscritto la storia, come il sindaco, Giacomo Lombardo, e Ines Cavalcanti, che ne è promotrice e direttrice artistica. Ostana è oggi una comunità viva, in cui vivono famiglie e giovani, ha un asilo nido, rifugi, spazi di coworking e laboratori artigianali. Un punto di riferimento per una montagna che vuole e può rinascere a partire dalle sue culture e lingue madri. Info: www.premioostana.it/
Cristina Bruno
















