C’è chi ha la testa fra le nuvole e chi, invece, ce l’ha addirittura fra le stelle, pur mantenendo i piedi ben saldi a terra.

È il caso di Daniel Garrone, ingegnere aerospaziale appena ventiseienne che da circa un anno lavora al Centro Spaziale di Kourou, nella Guyana francese (territorio d’Oltremare situato in America del Sud e amministrato da Parigi), da dove l’Agenzia Spaziale Europea (Esa) fa partire i suoi vettori, grazie a cui possono essere messi in orbita i satelliti commerciali.

“Da Kourou partono i lanciatori Vega, Ariane 5 (nel prossimo futuro, forse già dal 2020, anche gli Ariane 6) e le russe Sojuz”, puntualizza Garrone, il cui incarico è quello di seguire la qualità delle installazioni al suolo dei lanciatori Ariane 5 e 6.

Pure i russi? Ma loro non partono dal cosmodromo di Bajkonur, in Kazakistan? “Anche, ma la Guyana, essendo molto più vicina all’equatore, è un luogo decisamente più favorevole ai lanci nello spazio”, risponde Garrone che ammette di emozionarsi ancora oggi a ogni partenza a cui assiste.

Servizio su La Valsusa del 26 settembre.

Alberto Tessa

 

Ariane 5

Un razzo Vega sulla sua rampa di lancio a Kourou (Guyana francese)

Kourou

Il Centro spaziale dell’Esa a Kourou, in Guyana francese

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