Da domenica 17 gennaio il Piemonte passerà dalla zona gialla a quella arancione.
Ciò comporterà una serie di restrizioni che, purtroppo, conosciamo bene.
Rivediamole insieme:
  • Spostamenti ammessi liberamente, tra le 5 del mattino e le 22, solo all’interno del proprio Comune, salvo i casi di necessità, lavoro, salute;
  • Possibilità di raggiungere seconde case purché entro la Regione;
  • Possibilità di far visita ad amici e parenti (all’interno del proprio comune) per un massimo di 2 persone ulteriori ai conviventi in visita (nelle 2 persone non si contano i minori sotto i 14 anni o persone disabili o non autosufficienti), una sola volta al giorno e verso un’unica abitazione;
  • Spostamenti ammessi fuori comune, entro un raggio di 30km (e non verso i capoluoghi) per chi vive in comuni fino a 5.000 abitanti;
  • Sospese le attività di ristorazione e bar in presenza; fino alle 22 ammesso l’asporto, con divieto di consumazione sul posto (ma per bar, attività assimilate senza cucina e commercio al dettaglio di bevande in esercizi specializzati, l’asporto è ammesso solo fino alle 18); nessuna restrizione per le consegne a domicilio;
  • Centri commerciali chiusi nei festivi e prefestivi, salvo negozi alimentari, supermercati, farmacie e parafarmacie, tabaccherie al loro interno;
  • Esercizi commerciali tutti aperti;
  • Scuole con didattica interamente in presenza per infanzia, primaria, media; didattica in presenza al 50% per le scuole superiori dal 18 gennaio (salvo diversa ordinanza del presidente della Regione, al momento non firmata);
  • Università pressoché interamente a distanza;
  • Chiusi musei, cinema, teatri, mostre;
  • Chiuse palestre e piscine;
  • Aperti i centri sportivi per sport non di contatto, senza uso di spogliatoi.

La zona arancione dovrebbe durare almeno fino al 30 gennaio. Se la situazione epidemiologica migliorerà, da domenica 31 la nostra regione potrebbe ritornare a essere gialla.

Il nuovo Dpcm introduce inoltre la “zona bianca” per quei territori a rischio basso, con meno di 50 casi ogni 100mila abitanti per almeno tre settimane consecutive.

Tale zona significherebbe la quasi totale normalità, con l’apertura di tutti i locali pubblici (bar, ristoranti, cinema, teatri, piscine, palestre, musei compresi) senza vincoli di orario.

Rimarrebbero soltanto gli obblighi dell’uso della mascherina e del distanziamento fisico. Purtroppo, in questo momento, nessuna regione italiana soddisfa tali parametri e la “zona bianca” rimane un obiettivo lontano, per quanto possibile da raggiungere.

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