La cultura entra ufficialmente nei percorsi di cura. Si chiama “Museo Benessere: percorsi di cura attraverso l’arte e la cultura” il nuovo progetto sperimentale promosso dall’ASLTO3, che introduce la prescrizione sociale all’interno dei musei, riconoscendo all’esperienza artistica un ruolo attivo nel miglioramento della salute e del benessere psicofisico delle persone.
Il progetto rappresenta l’evoluzione naturale di “Oulx: in arte salus”, l’esperienza avviata presso il polo sanitario di Oulx, trasformato negli ultimi anni in un luogo di cura aperto alla comunità, arricchito da mostre, musica, laboratori e iniziative culturali. Da quel percorso è nata l’idea di strutturare un modello più ampio e sistematico, capace di coinvolgere direttamente i Medici di Medicina Generale, oggi protagonisti del progetto.
Accanto alle tradizionali terapie, i medici possono infatti prescrivere – attraverso una ricetta bianca – visite museali e attività artistiche, inserendole all’interno dei percorsi di cura personalizzati. È il principio della prescrizione sociale: un approccio olistico che mette in relazione sanità e risorse della comunità, con l’obiettivo di contrastare ansia, isolamento, depressione lieve-moderata, fragilità sociali e patologie croniche, utilizzando strumenti non farmacologici ma scientificamente fondati.
La solidità teorica del progetto è confermata dal rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità del 2019, che analizza oltre 3000 studi internazionali, dimostrando come le arti contribuiscano in modo significativo alla prevenzione, al supporto psicologico, alla gestione delle malattie croniche e al miglioramento della qualità della vita. Le esperienze culturali attivano infatti meccanismi psicologici, biologici e sociali che favoriscono benessere, partecipazione e inclusione, a livello individuale e collettivo.
“Museo Benessere” si inserisce pienamente nel modello delle Case di Comunità, basato su prossimità, integrazione dei servizi e centralità della persona. Il progetto è stato ideato dal personale infermieristico del Distretto Val Susa Val Sangone ed è frutto di un lavoro multiprofessionale che coinvolge MMG, infermieri, psicologi, operatori della promozione della salute, personale amministrativo, insegnanti, artisti e realtà associative del territorio. Tra le principali collaborazioni figurano la Croce Rossa di Bardonecchia, la Pubblica Assistenza di Sauze d’Oulx e l’Associazione Apid.
Partner culturali del progetto sono due eccellenze del territorio dell’ASLTO3: il Castello di Rivoli – Museo d’Arte Contemporanea e la Reggia di Venaria. Il primo è già attivo da anni in percorsi inclusivi e iniziative di promozione del benessere, il secondo è un punto di riferimento per progetti dedicati ai primi 1000 giorni di vita e alle famiglie. I pazienti coinvolti parteciperanno a visite guidate, laboratori, attività esperienziali, storytelling corporeo e medicina narrativa, pensate per attivare emozioni, memoria, movimento e relazioni.
Il percorso è rivolto in particolare ad adulti e anziani soli, persone con fragilità psicologiche, disabilità intellettive lievi, pazienti cronici o a rischio di isolamento sociale. Dopo la prescrizione del medico e la prenotazione tramite Cup, l’équipe sanitaria forma piccoli gruppi accompagnati nei musei da personale dedicato. Il progetto prevede anche un monitoraggio clinico e una valutazione finale degli esiti.
“Con questo progetto – sottolinea il Direttore Generale dell’ASLTO3, Giovanni La Valle – la sanità territoriale si apre alla comunità e dialoga con cultura, inclusione e partecipazione, superando il modello tradizionale di cura”.
Un concetto condiviso anche dal mondo museale. “Riconoscere l’arte come parte del trattamento – afferma Francesco Manacorda, Direttore del Castello di Rivoli – significa assegnare al museo un ruolo di accompagnamento attivo verso il benessere”. Sulla stessa linea la Reggia di Venaria, che vede nel progetto un investimento concreto nel legame tra esperienze culturali e salute psicofisica, per tutte le età.
















