Pietro Scattaglia è un ragazzo tedesco di origini italiane. Vive a Monaco, città in cui è nato 22 anni fa, con i genitori e con la sorella Eleonora, poco più grande di lui, e fino al dicembre del 2017 scoppiava di salute.

Poi, purtroppo, dopo alcuni malesseri, è arrivata la prima “mazzata”, sotto forma di una diagnosi tremenda: leucemia linfatica acuta.

Pietro, per fortuna, non è un tipo che si lascia abbattere facilmente e decide di combattere con le unghie e con i denti, grazie anche all’aiuto della sorella che gli dona le cellule staminali necessarie al trapianto.

La procedura, attuata nell’aprile del ’18, va a buon fine e, per un certo periodo, Pietro può tornare alla sua vita di studente di Medicina e all’hockey, sua grande passione.

Nel giugno di quest’anno, tuttavia, arriva una seconda mazzata: mal di gola, qualche linea di febbre… Per alcuni giorni si teme che Pietro possa avere contratto il Covid- 19, ma la verità, purtroppo, è ancora peggiore.

È tornata la leucemia. Ora che sua sorella non può più essere presa in considerazione serve con urgenza un donatore estraneo. Gli appelli, sia in Germania sia in Italia, si sono quindi moltiplicati e hanno trovato in Antonella Parente, zia del ragazzo, residente a Sangano, un efficace megafono.

Servizio su La Valsusa del 23 luglio.

Alberto Tessa

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