Da Villar Dora al palcoscenico più grande del mondo. Nel cuore delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 c’è stata anche una voce valsusina: quella di Lorenzo Richetto.
A Livigno, teatro delle gare di freestyle, è stato lui l’Italian announcer capace di trasformare ogni gara in un crescendo di adrenalina. Ritmo serrato, energia, coinvolgimento: il ritmo delle sue parole hanno accompagnato atleti e pubblico per due settimane.
“Il clima è all’ennesima potenza. Ti accorgi in ogni istante di quanto sia grande la responsabilità: lì non puoi sbagliare. Ogni giornata è stata una conquista”, racconta Richetto.
E nelle sue parole c’è ancora l’eco di un’esperienza vissuta in apnea, tra team internazionali, lingue diverse e un’unica direzione: fare squadra:
“Quando lavori con passione – spiega – per un obiettivo comune, non esistono confini. Solo energia condivisa. Una roba pazzesca”.
Richetto le ha respirate da vicino queste Olimpiadi. A contatto con gli atleti, con il pubblico, con l’organizzazione. La sua voce ha cucito insieme attese, salti, podi.
“Vincere una medaglia olimpica è emozionante, ma vincerla annunciata da Richetto lo è ancora di più”, gli ha confidato un atleta svizzero dopo l’argento. Un complimento che vale quasi quanto una medaglia.
Richetto ha iniziato la propria carriera come dj negli anni Ottanta nei locali della zona, poi la montagna, lo sport, gli impianti di Bardonecchia. Eventi, Coppe Europa, campionati italiani: esperienza costruita passo dopo passo, fino al salto decisivo. Il 2025 segna la svolta: la chiamata per il freestyle alle Universiadi, poi le finali di Coppa del Mondo, banco di prova verso i Giochi.
E le Olimpiadi?
“Un sogno che non avevo neppure il coraggio di fare – confessa -. È come dire da bambino: voglio fare l’astronauta. Bello, ma irrealistico. Ecco, è come se lo fossi diventato”.
Doveva occuparsi di sci alpino alle Universiadi, poi il freestyle che arriva quasi per caso. E da lì la corsa verso Milano-Cortina. Lavoro, dedizione, studio. E una voce che oggi è parte della colonna sonora olimpica.
Adesso si torna a casa, a Villar Dora: “Ora mi riprendo da questo sogno – sorride – poi magari capsico cosa voglio fare “da grande”. E sicuramente, Richetto, ricomincerà a sognare. In grande, come sempre.

















