Spesso nel mirino di ambientalisti e animalisti, la categoria dei cacciatori in Val Sangone ha mostrato di avere sensibilità e voglia di aiutare in questi tempi di pandemia.

È infatti notizia di questi giorni che il direttivo della ormai disciolta Unione Sportiva Cacciatori Alta Valsangone, un’associazione con sede a Giaveno di oltre 150 soci tra Val Sangone e Cumiana, ha deciso di devolvere circa 15 mila euro per supportare il sistema sanitario locale nella lotta al Covid-19.

Si tratta di risorse che derivano dalla fase di liquidazione dell’associazione per la quale, dopo trent’anni di attività, abbiamo deciso lo scioglimento quasi due anni fa – spiega Marco Cenni, presidente di CATO3 sotto cui ricade anche il territorio valsangonese – e di comune accordo noi del direttivo abbiamo ritenuto che potessero essere investite per dare una mano alla nostra sanità in questo momento così difficile. Su suggerimento di Enzo Portigliatti Pomeri abbiamo acquistato per 10.370 euro un respiratore dal principale produttore italiano di queste apparecchiature e lo abbiamo offerto alla direzione sanitaria dell’ospedale di Susa”.

Servizio su La Valsusa del 7 maggio.

Riccardo Salomoni

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