La pandemia di Covid- 19 ha messo in secondo piano la lotta contro i cambiamenti climatici e contro l’inquinamento che stava cominciando a portare qualche timido risultato.

L’aumento esponenziale dell’utilizzo di guanti e mascherine monouso rischia oltretutto di produrre effetti devastanti sull’ambiente.

Miliardi di dpi (molti dei quali pure infetti) gettati ogni giorno nell’immondizia sono infatti tutt’altro che amici della natura, ecco perché alcune aziende stanno promuovendo la produzione e l’utilizzo di mascherine individuali facilmente sterilizzabili e quindi riutilizzabili (quasi) infinite volte.

Ne è un esempio la ditta Duevi Sas di Sant’Ambrogio, guidata da Roberta Battagliotti e dal fratello Davide. L’azienda, prima dell’inizio della pandemia, produceva cuscini, ma da un paio di mesi a questa parte realizza mascherine riutilizzabili in doppio tessuto: cotone al 100% per la parte a contatto con naso e bocca e poliuretano- poliestere (al 50% ciascuno) per la parte esterna.

Servizio su La Valsusa del 7 maggio.

Alberto Tessa

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