“È un po’ come trovarsi in mezzo alle pagine de ‘Il deserto dei Tartari’ di Buzzati e a quelle del ‘Grande Fratello’ di Orwell: è alienante e insieme un po’ inquietante, ma piuttosto che non far nulla è meglio fare così”.

È il pensiero della professoressa Alessandra Enrietta, docente di Italiano e Storia al Galilei di Avigliana, sulle video lezioni che sono partite in questi giorni strani, ammantati da un’aura vagamente da fine del mondo.

E una delle prime lezioni non poteva non essere dedicata al Decameron di Boccaccio: dieci ragazzi si rifugiano in campagna per scampare alla terribile pestilenza del 1348 e, per ingannare il tempo e la paura, iniziano a raccontare novelle.

“Trovo che sia un testo di grandissima attualità; il concetto stesso di quarantena è nato allora — continua Enrietta, che insegna in tre classi prime — Per questo ho assegnato ai miei studenti la lettura di qualche novella”.

Enrietta, forse anche per merito della giovane età, è stata una delle prime docenti a servirsi degli strumenti tecnologici per rimanere in contatto con i suoi allievi: una decina di giorni fa, infatti, ha incominciato a pubblicare video su Instagram in cui assegnava compiti supplementari e spiegava nuovi argomenti, anche con l’aiuto del suo collega Gregorio Animali, prof. di Religione con una formazione filosofica.

Ampio servizio su La Valsusa del 12 marzo.

Alberto Tessa

 

 

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