Cultura

Dal Tribunale al profumo del legno: la seconda vita di un avvocato divenuto liutaio

Per decenni ha indossato la toga, studiato codici, discusso cause con la fermezza e la precisione che ci si aspetta da un avvocato di lungo corso, fatto le pulci alle controparti. Ma un giorno, quel mondo ha iniziato a sembrargli troppo stretto.

Non era crisi né stanchezza: era una chiamata diversa, più sottile. Arrivava dal legno, dalla Musica, dalla curiosità antica per il gesto artigianale. E così, mentre molti colleghi pensavano alla pensione o a come trovare nuovi clienti, lui ha deciso di rimettersi a studiare. Questa volta non Diritto, bensì liuteria.

Lui è il giavenese Franco Tortasso, classe 1956, che alcuni anni fa ha scoperto quanto fosse appassionante lavorare il legno: “Ho iniziato a suonare il pianoforte quando avevo dieci anni, l’organo, quello spettacolare della collegiata di San Lorenzo, a 13. Insomma, io e la Musica ci conosciamo da parecchio, ma un conto è suonare, tutta un’altra cosa è invece produrre uno strumento da zero”.

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