Niccolò e Marco Polo del XXI secolo vestono i panni di due ragazzi francesi: Aymeric Greatti, originario di Aix-En-Provence, e Alexis Boisselet, parigino, rispettivamente di 26 e 25 anni, che il 21 marzo scorso sono partiti dalla Francia alla volta della Mongolia, con l’obiettivo di percorrere la Via della Seta (Europa, Turchia, Iran, Turkmenistan, Uzbekistan, con la mitica Samarcanda, e, infine, Kazakistan).

La loro non è una sfida sportiva, tutt’altro: essa è una spedizione “lenta e multimodale”, come tengono a sottolineare i due ventenni.

Partiti in bicicletta, la loro intenzione è quella di servirsi anche di un asino e, infine, di uno o due cavalli per raggiungere le steppe centrasiatiche. Tutti i quadrupedi saranno acquistati “in itinere”, probabilmente dopo il loro ingresso in Asia.

Abbiamo cominciato a pensare a questa spedizione, chiamata ‘Steppe FM’, circa un anno e mezzo fa, prima che scoppiasse la pandemia”, dicono Aymeric e Alexis da Caprie, dove hanno trascorso la necessaria quarantena ospitati da Paola Giacomini che, nel novembre del 2019, tornò in Val di Susa proprio dalla Mongolia, dopo un viaggio a cavallo durato circa 18 mesi.

“L’idea iniziale era proprio quella di ripetere il percorso di Paola, ma il covid ha stravolto i nostri piani”, aggiungono i ragazzi che sono accompagnati da un simpatico meticcio adottato in un canile: Jéhol, che porta il nome di un mitico cavallo afghano.

Articolo completo su La Valsusa del 6 maggio.

Alberto Tessa

© Riproduzione riservata