Si chiama Resistenza 2 febbraio, parte da Oulx e sta “contagiando” tutto l’italico stivale. Non è un virus “buonista” ma di sicuro è un virus … buono, di quelli che vogliono guarire malattie che stanno facendo venire la febbre al nostro corpo sociale come razzismo, intolleranza, paura. Tutto comincia da una chat dei volontari di Rainbow for Africa impegnato nel centro di accoglienza notturna.

“E’ mattino – racconta Paolo Narcisi, responsabile di Rainbow4Africa – e bisogna fare il report della nottata, per raccontare le storie di chi è passato e commentare quanto succede intorno a noi“. La chat si anima un po’ più del solito quando tra gli oltre 100 volontari parte una discussione serrata: “Saranno le esternazioni di Salvini, saranno gli insulti che arrivano alla pagina FB di Rainbow4Africa, tant’è che a un certo punto – racconta Narcisi – a qualcuno viene un’idea. Prendiamoci per mano, ognuno con amici, conoscenti, altre persone da coinvolgere organizzi una catena davanti intorno al suo Municipio”. L’obiettivo? “Resistere a razzismo e intolleranza  ma anche chiedere giustizia, equità, redistribuzione della ricchezza, tutela dei lavoratori e di tutti i più deboli che siano italiani o stranieri”.

L’idea prende  corpo e da Rainbow4Africa arriva un pieno sostegno con una difficoltà: “Abbiamo troppe cose da fare e poi la cosa deve partire dal basso, da semplici cittadini e non da un’ong“. Detti e fatto, quattro volontari accettano la sfida, creano pagine web e fb, i social fanno da tam tam, nasce “Resistenza 2 febbraio” Aderiscono in tanti, non solo in val Susa , ma in tutta Italia , spontaneamente. Il risultato? Basta cliccare su questo link per capirlo e, magari, per aderire.

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