SUL DEVOTO CAMMINO da VARALLO a GUARDABOSONE

Sono quattro tappe con un percorso dai tratti forti, con scenari urbani e industriali, ma anche con paesaggi di natura talvolta intatta e da altre parti ricostruita, ma sempre di grande effetto, come nell’Oasi Zegna. In totale si cammina per 74 chilometri, con una possibile divisione in 4 tappe: Guardabosone, Trivero Brughiera (Valdilana), Pettinengo, Oropa. Dalla Valsesia si entra in Valsessera, dove inizia una spettacolare cavalcata tra le principali valli del Biellese.

Da Varallo a Guardabosone

Si percorre la parte centrale della Valsesia, tra i due centri maggiori: Varallo e Borgosesia. L’itinerario utilizza inevitabilmente alcune strade asfaltate, ma per buona parte sfrutta piste e sentieri di piacevole percorrenza. A Roccapietra si lascia l’asfalto per una mulattiera che raggiunge il lago di S. Agostino, situato in una valletta sospesa creata dalle glaciazioni. Il lago è famoso per il fenomeno della riproduzione dei rospi che in primavera, a migliaia, si ritrovano lungo le sue sponde e nell’acqua.

Da non perdere assolutamente, a Quarona, la chiesa di S. Giovanni in Monte, isolata e suggestiva, alta sulle pendici boscose del Monte Tucri. Dalla primitiva costruzione del IV secolo, diversi ampliamenti portarono la chiesa ad assumere, verso il XII secolo, la singolare architettura attuale, dalla semplice facciata a capanna con a fianco il campanile romanico. Tra il XIV e il XVI secolo si completò il ciclo pittorico che ha conferito a S. Giovanni la straordinaria qualità artistica ancora oggi visibile.

La tappa termina a Guardabosone, singolare “paese museo”. Questo piccolo e caratteristico borgo, posto a confine tra Biellese e Valsesia e dalle ben percepibili origini medievali, è famoso per avere un singolare record. E’ certamente il comune italiano con il maggior numero di istituzioni museali in rapporto con la popolazione, formata da poco più di 300 anime. Qui si trovano infatti un ricchissimo Museo di Scienze Naturali, una Casa dei Mestieri, un Museo d’Arte Sacra, il Museo delle Attività Agricole, un Orto Botanico, una bella Biblioteca Civica e una serie di affreschi murali e meridiane antiche.

Da Guardabosone al Santuario della Brughiera

Siamo in Valsessera, la vallata più orientale del Biellese. Si aggira alla base l’altopiano di Noveis, con prevalente esposizione a sud, in un continuo alternarsi di borghi, boschi, vallette silenziose, con brevi tratti asfaltati, molte piste sterrate e sentieri.

Si incontrano piccoli oratori e si raggiunge Coggiola, per salire in poco più di mezz’ora allo scenografico Santuario del Cavallero, alto sulla congiunzione del torrente Sessera e del Rio Cavallero, che in quel punto forma giochi d’acqua e cascate. Oltre il Sessera, il Devoto Cammino sale in quota per raggiungere Trivero, ora parte del Comune unico di Valdilana. Trivero ha dato i natali a Ermenegildo Zegna, illuminato imprenditore che nel secolo scorso ha dato lavoro e bellezza per tutti. Lo ha fatto con il grande lanificio, con le opere sociali e con il grandioso parco naturale dell’Oasi Zegna, nato nel 1993 per continuare il suo “pensiero verde”.

Da Trivero, passando per la spettacolare conca dei rododendri, in poco tempo si raggiunge il Santuario della Brughiera, in una bella zona di pascoli e castagneti. Il complesso è composto da due chiese: l’antica, dei primi anni del XVI secolo, con un’unica sala preceduta da un semplice portico affrescato e la maggiore, del Seicento, secolo tra i più fecondi per le espressioni artistiche della religiosità biellese. L’interno della chiesa maggiore, ampio e ritmato da otto colonne di sarizzo, è vivacizzato da affreschi settecenteschi nella volta e nel presbiterio.

Dalla Brughiera a Pettinengo

La tappa percorre tutta la parte alta della Valle Strona di Mosso, con dislivelli contenuti. Il cammino è lungo ma mai monotono. Le borgate si alternano a zone di boschi e cascine un tempo animate nelle mezze stagioni, con mandrie e persone. A valle si allineano altri paesi e opifici industriali, a formare quella che un tempo era la culla dell’industria laniera italiana.

Una piccola emozione si può provare percorrendo l’impressionante viadotto di Veglio, alto oltre 150 metri. Venne costruito nel 1971 per sostituire una strada disastrata da una alluvione del 1968 che causò oltre 60 vittime e gravi danni all’economia della valle. Dal 1995 il viadotto è diventato il più famoso centro italiano per il bungee jumping, il salto con l’elastico. Con il vicino Parco Avventura forma un richiamo turistico unico in Piemonte.

Pettinengo viene definito “il balcone del Biellese” per la sua splendida posizione panoramica. Per la sua tradizione industriale, il paese era già noto nel XII secolo come centro di lavorazione laniera. Lo stesso nome Pettinengo ricorda l’arte dei pettinatori della lana. Sono presenti alcuni interessanti allestimenti museali, uno dei quali dedicato alle acquasantiere.

Da Pettinengo al Santuario di Oropa

Per i fedeli del Biellese orientale, questo è uno dei tradizionali percorsi di pellegrinaggio al Santuario mariano più importante delle Alpi. Si scende e si risale, attraversando la Valle Cervo, tra paesaggi industriali, importanti borghi ormai alle porte di Biella e un finale in ascesa che prepara emotivamente all’abbraccio con il grandioso complesso devozionale.

Superato il torrente Cervo si arriva a Miagliano, dove si può vedere il Lanificio Botto (ex Poma), retaggio del grandioso passato industriale della zona. Il sentiero tra pinete e faggete, con ampi panorami sulla valle, termina davanti ai grandi cancelli del Santuario di Oropa, con gli alti monti della sua conca a fare da cornice.

Nella prossima puntata:

Dal Santuario di Oropa al Sacro Monte di Belmonte, terza macro-tappa del Devoto Cammino.

La lunghezza è di 70 km, con una possibile divisione in 3 tappe: Graglia, Ivrea, Belmonte.

Il volume “Il Devoto Cammino dei Sacri Monti”, ediz. National Geographic/Libreria Geografica si può trovare nelle librerie, o potete richiederlo a francogrosso.studio@gmail.com

 

 Per l’inserto Gerard Chretien, il primo pellegrino commenta

Oropa è un bellissimo santuario dedicato alla Vergine Nera, visitato da quasi un milione di pellegrini ogni anno. Emana lo spirito di un fervore collettivo di cui sono sensibile. Le dodici cappelle del Sacro Monte sono meno appariscenti, raccontano la vita della Vergine Maria, ma sono colpito dal loro stato precario accanto alla sfarzosità del santuario.

Mi piace molto leggere e le mie letture non rispondono a scelte particolari, ma piuttosto ad una rosa di autori: Herman Hesse, Stephan Zweig, Romain Gary, Jim Harrison, Jean-Christophe Rufin. Ad esempio, durante il Devoto Cammino, in un alloggio, mi sono imbattuto in “Furore” di John Steinbeck, perfettamente in linea con la frequente lettura che io faccio di una preghiera di Papa Francesco “…toccare i cuori di coloro che cercano solo profitti a spese della terra e dei poveri…” In che luoghi si annida la spiritualità!

 

 

 

 

 

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