Il ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato poco fa un provvedimento che vieta lo svolgimento delle attività sciistiche amatoriali fino al 5 marzo 2021, data di scadenza del Dpcm 14 gennaio 2021.

Niente sci, dunque, per almeno altre tre settimane.

Bardonecchia, Sestriere e la più piccola stazione sciistica di Pian Neiretto a Coazze, che già si erano preparate per la riapertura prevista il 15 febbraio, dovranno fare marcia indietro, vanificando settimane di lavoro finalizzato anche a venire incontro alle direttive che avevano ipotizzato una riduzione del 70% della capienza massima degli impianti stessi.

Sono allibito da questa decisione che giunge a poche ore dalla riapertura programmata per domani — ha commentato il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio. Il Comitato tecnico scientifico nazionale soltanto dieci giorni fa, il 4 febbraio, aveva stabilito che in zona gialla da lunedì 15 si sarebbe potuto sciare. Su queste direttive il Piemonte si è mosso, nel rigoroso rispetto delle regole. Regole che non possono cambiare tutte le settimane. E, soprattutto, i dati aggiornati sulla situazione epidemiologica sono in possesso del Cts e del Governo da mercoledì. Mi chiedo se non fosse il caso di fare queste valutazioni prima, invece di aspettare la domenica sera. È una mancanza di rispetto inaccettabile da parte dello Stato che dovrebbe garantire i suoi cittadini, non vessarli. Parliamo di imprese che hanno già perso un intero anno di fatturato, messe in ginocchio dalla pandemia e che hanno usato gli ultimi risparmi, ammesso di averli ancora, per anticipare le spese necessarie alla riapertura. In questi giorni è stato assunto personale, sono state battute le piste, pre-venduti i biglietti e prese le prenotazioni. Come si può pensare di cambiare idea la sera prima?“.

Servizio su La Valsusa del 18 febbraio.

 

© Riproduzione riservata