Il libro su Don  Bosco  “Una storia senza tempo” è stato scritto da tre illustri giornalisti:  Domenico  e Renzo Agasso e Domenico Agasso jr.  i quali hanno saputo raccontare la vita del santo attraverso un’autentica analisi biografica, con la serietà di una documentazione storica, fedele  nei fatti e nelle parole.

Un testo semplice nella lettura, strutturato in dodici capitoli che scorrono  con la velocità di un romanzo in cui l’attento lettore può cogliere  gli avvenimenti più importanti  della  vita di Giovanni Bosco e del suo operato.

Sulla vita del santo si può dire molto: nasce il 16 agosto del 1815 nella frazione Becchi di Castelnuovo d’ Asti in Piemonte da una famiglia di origine contadina. La madre di nome Margherita  era una donna forte , sensibile , abituata a lavorare duramente,  lei si occupava  dell’educazione  dei  tre figli:  Antonio, Giuseppe e Giovanni; il padre di nome Francesco morirà   molto giovane  all’età di 33 anni , lasciando la moglie  Margherita  vedova e sola ad affrontare  le difficoltà della vita  e del difficile lavoro.

Giovanni è segnato dalla morte del padre  ed incomincia fin da piccolo  a conoscere le difficoltà della vita e reagisce positivamente frequentando  la  scuola elementare  di un paesino dell’astigiano di Capriglio d’ Asti. In un sogno  premonitore: si vede  a  capo di una moltitudine  di ragazzi e di animali selvatici che si trasformano in agnellini grazie all’intervento  della Madonna; era evidente come il sogno volesse indicare la missione futura di  diventare sacerdote ed educatore dei  ragazzi.

Giovanni, studia e lavora , frequenta il ginnasio poi  il seminario in teologia, si applica ed è determinato a diventare  sacerdote . Don Bosco può pertanto vivere la sua missione nel dedicarsi  ai ragazzi presi dalla strada  e tolti  dalle cattive compagnie, offrendo a loro  valori veri e motivazione  di vita  in un ambiente adatto come quello dell’ oratorio; infatti alla fine  del 1846 fonda a Valdocco  a Torino  l’oratorio ; l’ ambiente  adatto per crescere attraverso momenti di preghiera, gioco , studio e lavoro.

Oltre all’ oratorio don Bosco si dedicò al giornalismo intuendo la potenzialità dell’informazione, infatti è fondatore del giornale dal titolo “Amico della Gioventù” successivamente del ” Bollettino Salesiano”.

Fondamentale   in  quel periodo  la  sua  formazione è come educatore, egli  ha una  prospettiva cattolica:  comprende come i ragazzi non sono tutti uguali,  ognuno ha potenzialità diverse ed è compito dell’educatore  con atteggiamento propositivo indirizzarli  al bene.

A coronamento della sua esperienza di apostolato tra la gioventù povera di Torino, fonda la congregazione della “Società Salesiana di San Francesco di Sales” sotto la protezione di Maria Ausiliatrice. L’insegnamento di don Bosco è fondato su due finalità : la perfezione individuale attraverso la santità e l’ apostolato attraverso lo studio e l’ apprendimento del mestiere.

Don Bosco si fa promotore  di un’educazione  basata sul sistema preventivo formata  da tre  momenti fondamentali: la  ragione, la religione, l’amorevolezza;   impostando l’ educazione in modo razionale  attraverso i valori cristiani  e aiutando  i giovani  con amore .

Per i ragazzi di oggi sempre connessi al Social Network;  Don Bosco è un riferimento sempre attuale ,  da imitare in quanto è stato  un sacerdote geniale che ha saputo educare i giovani alla scelta di un mestiere  e di  una vocazione  matura. L’educazione cristiana  non è solo  insegnamento catechistico concettuale ma  una parte di vita   che nasce dal cuore  e raggiunge  nel profondo  i giovani.

I Salesiani svolgono tale missione nei cinque continenti e sopratutto nella nostra Italia attraverso: oratori , scuole , collegi , centri  per la formazione professionale e agraria.   La vita  del “Santo  Don Bosco”  lascia una traccia importante e pone nuovi interrogativi a genitori, insegnanti,  educatori  sull’educazione da impartire ai giovani  che sono il futuro di  domani.

Il Santo che continua  ad essere amato da tutti, ha  la sua  storia di vita  autentica consegnando alla storia l’immortalità del pensiero e del suo operato senza tempo.

 

                                                       Stefania  Reimondo

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