Lo sguardo di don Sergio Blandino, parroco di Sant’Antonino di Susa, domenica 8 alla messa delle 11, era piuttosto desolato: tra i banchi c’è la metà della gente rispetto al solito e i chierichetti  più che dimezzati. I paesi e le comunità parrocchiali fanno i conti con l’emergenza Coronavirus. Don Sergio l’ha detto senza mezzi termini all’inizio del rito: “Speriamo e preghiamo affinchè il virus sia sconfitto. Ma l’impressione che sia il virus della paura a fare più danni. Il punto è che dobbiamo recuperare la consapevolezza che siamo piccoli, fragili. E poi recuperare una virtù che sembra proprio passata di moda: l’umiltà”.

Durante l’omelia, il richiamo del parroco è stato proprio quello di “uscire dalle proprie sicurezze e dalle proprie paure. Dobbiamo essere prudenti e rispettare le norme di comportamento stabilite ma, allo stesso tempo, non dobbiamo chiuderci. Anzi: prendiamoci cura degli altri, che non sono “contagiati” o “ammalati” ma fratelli”.

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