Nelle prime ore di oggi, mercoledì 22 gennaio, si è conclusa la caccia all’autore dell’investimento mortale avvenuto la notte del 19 gennaio scorso a Nichelino, lungo la SP 143 che collega Orbassano a Stupinigi, dove i Carabinieri erano intervenuti rinvenendo cadavere sul ciglio della strada un uomo di origini albanesi che oggi avrebbe compiuto 36 anni.

L’esecuzione di accurati rilievi sul posto e l’acquisizione dei filmati delle telecamere di videosorveglianza presenti in tutte le possibili vie di fuga percorribili dall’automobilista responsabile dell’omicidio, hanno consentito ai militari dell’Arma di stringere il cerchio su una Golf di colore bianco che, dopo l’urto, aveva lasciato in terra lo stemma di marca staccatosi dall’avantreno.

Piccoli dettagli che però hanno fatto scattare presso le carrozzerie del circondario metropolitano ininterrotte e mirate ispezioni da parte di tutti i reparti del Comando Provinciale di Torino.

Golf incidente Stupinigi

La Golf Bianca “scovata” dai Carabinieri in un’officina di Giaveno

E il controllo di una pattuglia di Carabinieri della Compagnia di Rivoli in un’autofficina di Giaveno ha consentito di trovare la Golf gravemente danneggiata e con tracce ematiche ancora visivamente riscontrabili sul cofano, portata lì nella mattinata del 20 gennaio direttamente dal proprietario che, nella circostanza, aveva riferito all’ignaro carrozziere di aver investito accidentalmente un capriolo.

Rintracciato e condotto in caserma, l’uomo, N.M. un operaio 34enne di Giaveno incensurato, messo alle strette ha confessato, raccontando agli investigatori dell’Arma che nel percorrere quell’arteria, probabilmente a causa della nebbia, aveva accidentalmente investito il pedone e accortosi di quanto accaduto, si sarebbe prima fermato a circa 300 metri più avanti senza prestare o richiedere soccorso, per poi ripartire subito dopo in preda al panico e tornare successivamente in prossimità del luogo dell’incidente, notando una persona esanime riversa sulla carreggiata.

Sottoposto a fermo di indiziato di delitto e portato in carcere a Torino, dovrà ora rispondere di omicidio stradale e omissione di soccorso.

L’autovettura è stata invece sequestrata per ulteriori e approfonditi rilievi tecnici.

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