È morta, lunedì 11 maggio, Francesca Anastasio, la madre di Domenico “Dodò” Gabriele, il bambino di 11 anni ucciso per errore in un agguato di ’ndrangheta il 25 settembre 2009 a Crotone.
Dopo la tragedia, Francesca e il marito Giovanni avevano trasformato il loro dolore in un impegno civile costante, incontrando studenti e giovani in tutta Italia per testimoniare il valore della legalità e della memoria, affinché quanto accaduto a Dodò non si ripetesse più.
Profondo il cordoglio espresso da Libera e da don Luigi Ciotti, che hanno ricordato la forza e la dignità con cui Francesca ha saputo portare avanti il ricordo del figlio: “Il suo impegno per la memoria è stato un esempio per tutti noi”, ha scritto l’associazione, sottolineando il legame indissolubile tra Francesca e il piccolo Dodò.
Anche il Comune di Crotone ha espresso vicinanza alla famiglia, ricordando Francesca come una donna capace di trasformare “il dolore più grande in un instancabile impegno di testimonianza e sensibilizzazione”, diventando un simbolo di coraggio e di lotta contro la violenza mafiosa.
Francesca e Giovanni erano intervenuti, nel gennaio del 2017, insieme al testimone di giustizia Rocco Mangiardi, a un incontro sulla legalità organizzato dall’Istituto Pascal al cinema San Lorenzo di Giaveno (nella foto sono con Maurizio Raschio, allora coordinatore di Libera Val Sangone).
















