Avrebbe compiuto 97 anni il prossimo 23 dicembre, ma il suo cuore si è fermato prima, il 4 ottobre.

Se n’è andato così, il coreografo, ballerino, storico e critico di danza, Alberto Testa, torinese con nel cuore Giaveno per legami familiari e d’infanzia.

Lo avevamo incontrato due anni fa, nella sua casa di Torino: una lunga chiacchierata nella quale aveva snocciolato le tappe della sua lunga carriera professionale, che lo ha visto fondare il celebre Premio Positano per l’Arte della Danza, insegnare per trent’anni storia della danza all’Accademia Nazionale di Roma, collaborare con grandi registi del calibro di Franco Zeffirelli e Luchino Visconti (fu lui a coordinare la scena del grande ballo del film “Il Gattopardo”), ballare e far ballare nei teatri di tutta Italia.

Testa era legato alla Val Sangone, dove con la famiglia venne sfollato negli anni della guerra e dove spesso è tornato in villeggiatura, in particolare a Giaveno, dove abita la nipote Roberta con la famiglia.

Testa ha iniziato a star male lo scorso giugno, in seguito alla morte dell’amico Zeffirelli; in tanti gli hanno tributato l’ultimo saluto.

Anita Zolfini

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