È stato presentato anche a Giaveno il progetto “Early Warning Europe”, l’iniziativa interamente finanziata dall’Unione Europea rivolta a quelle piccole e medie imprese (pmi) che vogliano consolidare o rafforzare la propria posizione sul mercato, nazionale ed estero. Per quanto riguarda il Piemonte, Early Warning è coordinato dall’Unione Industriale di Torino, i cui rappresentanti, Paola Capello e Salvatore Bella, hanno incontrato alcuni imprenditori valsangonesi nella sala del Consiglio di Giaveno, giovedì 3 maggio. “Giaveno ha un tessuto imprenditoriale molto attivo che si concentra nella zona industriale di via Caduti sul Lavoro — ha affermato, durante la serata, l’assessore al Commercio, Marilena Barone — Abbiamo aziende che vanno dai due ai 50 dipendenti, ma non dobbiamo nemmeno dimenticare tutte quelle imprese artigiane che, generalmente, sono ditte individuali”. I dati ufficiali della Camera di Commercio di Torino parlano di 1408 ditte presenti, nel 2017, sul territorio giavenese, ma la crisi ha colpito duro e i suoi effetti, in parte, continuano a farsi sentire ancora oggi: “L’anno scorso, a fronte di 17 nuove aperture di partite iva, abbiamo dovuto registrare 20 chiusure; abbiamo dunque ancora un saldo negativo, anche se si sta andando verso un sostanziale pareggio fra aperture e chiusure” ha detto il vicesindaco, Enza Calvo. Early Warning (traducibile dall’inglese con “avvertimento preventivo”) intende favorire, attraverso la consulenza di ben 170 “mentori”, la ripartenza di pmi fiaccate dalla crisi o in difficoltà per mille altri motivi. Articolo completo su La Valsusa del 10 maggio.

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