l prossimo 4 marzo, dalle 7 alle 23, si voterà per la prima volta con la nuova legge elettorale, il cosiddetto “Rosatellum” (dal nome del deputato PD Ettore Rosato che l’ha proposta) che prevede un sistema misto fra uninominale e proporzionale. La nuova legge manda definitivamente in soffitta il “Porcellum” che ha regolato le tornate elettorali del 2006, del 2008 e del 2013. “Uninominale” significa che in ogni collegio (per la Camera dei Deputati il nostro comprende le Valli Susa e Sangone e il Pinerolese, mentre quello del Senato, più ampio, arriva fino a Moncalieri e Nichelino) le coalizioni o i partiti propongono un solo nome e chi riceve più voti tra i candidati ottiene il seggio. Diverso è invece il “proporzionale” con cui più seggi in uno stesso collegio vengono divisi in proporzione ai voti presi dalle coalizioni o dai partiti. Circa un terzo dei seggi di Camera e Senato sarà assegnato in confronti diretti nei collegi uninominali (232 deputati e 116 senatori), mentre i restanti due terzi saranno assegnati con il metodo proporzionale (386 deputati e 193 senatori). Esprimere la preferenza non è particolarmente complicato, ma è bene tenere a mente alcuni accorgimenti, per evitare che il voto espresso venga invalidato in sede di scrutinio. La propria preferenza potrà essere espressa tracciando un segno sul nome del candidato al collegio uninominale o su uno dei simboli dei partiti che lo sostengono. In quest’ultimo caso, il voto andrà al partito indicato (e soltanto a esso) e, automaticamente, al candidato nel collegio uninominale sostenuto da quel partito. Se si traccia un segno sul nome del candidato il voto andrà al candidato stesso e sarà equamente diviso fra tutti i partiti che lo sostengono. Non è possibile il voto disgiunto, pertanto non si può votare un nome sostenuto da un partito o da una coalizione e poi esprimere un’altra preferenza nei confronti di liste estranee, pena l’annullamento del voto. Si può anche votare tracciando due segni: uno sul nome del candidato uninominale e un altro su uno dei simboli che lo sostengono. Altra cosa importante da ricordare è che non sono previste le preferenze, quindi non si deve scrivere nessun nome sulla scheda (altrimenti, la scheda stessa sarà annullata). Si può quindi votare una lista, ma non si può scegliere a quale candidato di quella lista dare il voto. Se alla scheda si aggiungono altri segni sui nomi dei candidati, si rischia di vedere il proprio voto annullato.

Novità di questa tornata elettorale sarà il “tagliando antifrode” apposto sulle schede: al momento della consegna all’elettore, il presidente di seggio dovrà comunicare allo scrutatore il numero di serie di ciascuna scheda data (una per i maggiorenni di età inferiore ai 25 anni che votano soltanto per la Camera e due per gli ultraventicinquenni che votano sia per la Camera sia per il Senato); dopo che le l’elettore avrà espresso la sua preferenza e richiuso la scheda, riconsegnerà quest’ultima al presidente, il quale controllerà la corrispondenza con il numero precedentemente dettato allo scrutatore. Se il controllo darà esito positivo, il tagliando sarà rimosso e la scheda, tornata anonima, sarà inserita nell’urna. Si raccomanda ancora una volta di NON scrivere alcun nome sulle schede e di utilizzare soltanto la matita copiativa che sarà consegnata brevi manu dal presidente del seggio e che a lui andrà restituita. Buon voto!

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