È un’emergenza quella che sta vivendo il mondo delle associazioni di donazione del sangue in Piemonte e in varie parti d’Italia, a causa della carenza di medici ed infermieri per le operazioni di prelievo di sangue e plasma. A lanciare l’appello, per la ricerca di operatori sanitari, anche la Regione e in particolare, per quello che riguarda l’associazione Fidas Adsp (Associazione Donatori Di Sangue Del Piemonte Fidas), anche il suo presidente Giovanni Borsetti.

L’appello è rivolto a medici ed infermieri (anche in pensione), compatibilmente con le loro disponibilità di tempo, per contemplare la possibilità di entrare in collaborazione retribuita con l’associazione Fidas Adsp contattandola ai numeri 3351800282 (Dr. Roberto Albiani) e 3356183122 (Dott.sa Antonella Novelli).

Quello del personale sanitario nel settore della raccolta del sangue e degli emocomponenti – afferma Borsetti – è un problema serio, presente da diverso tempo, che è però degenerato negli ultimi mesi, a partire già dallo scorso marzo. Parlando della Fidas del Piemonte i 140 gruppi che la compongono stanno cominciando ad avere difficoltà a garantire le giornate di donazioni di sangue e plasma”.

Presidente Fidas Adsp Giovanni Borsetti

Giovanni Borsetti, presidente Fidas Adsp

 

Molti infermieri e medici hanno scelto di rivolgere la loro professionalità e tempo ad altre attività, soprattutto la vaccinazione, o nella frequenza delle scuole di specializzazione, con la conseguente impossibilità, per gli studenti, di prestare servizio per le associazioni di donazione di sangue.

Due numeri per rendersi conto della gravità: se prima dell’emergenza all’interno della Fidas piemontese erano disponibili, a turni, 60 sanitari, ora si sono dimezzati. Finora il Piemonte è sempre stato una delle prime regioni in Italia per donazione di sangue e quella che cede più sangue alle altre. “Stando così le cose per ancora troppo tempo – conclude Borsetti – la sostanziale autosufficienza del Piemonte in termini di sangue e plasma non potrà più essere garantita, così come non potrà essere garantita l’assistenza verso regioni meno attrezzate della nostra in termini di unità di sangue loro consegnate”.

Andrea Diatribe

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