Sabato 18 settembre è ufficialmente cominciato il processo di canonizzazione di Emilio Giaccone, nato a Vaie, che ha speso la sua vita per l’aiuto e l’educazione dei bambini e bambine rimasti orfani.

A presiedere la celebrazione, al mattino, nella cattedrale di San Giusto, a Susa, l’arcivescovo e amministratore apostolico della diocesi Cesare Nosiglia, il cancelliere diocesano don Gianluca Popolla, a cui sono stati presenti i membri della causa di beatificazione e sacerdoti della diocesi, il sindaco di Vaie Enzo Merini, l’Azione Cattolica di Vaie e delle parrocchie della Valle, gli Aib e il gruppo Ana, vaiesi e valsusini, diverse altre associazioni del paese con i loro labari, insieme a decine e decine di fedeli.

Così Giaccone, nato a Vaie l’8 luglio 1902 e morto il 1° agosto 1972, con l’inizio di questa prima fase diocesana del processo, è ufficialmente diventato “Servo di Dio”. La celebrazione è stata commentata e scandita nei suoi vari momenti da Alessandro Aimasso, animata dalla cantoria di Vaie e dal gruppo Musica Nuova, diretto da Luciano Giaccone, con Mariano Martina all’organo, Selene Merini al flauto e Sergio Merini alla tromba.

Dopo l’introduzione della celebrazione da parte del vescovo, è iniziata la “Liturgia della Parola” con la lettura di Rosanna Bonaudo, presidente dell’Azione Cattolica diocesana, e del vangelo da parte di monsignor Claudio Iovine, giudice delegato alla causa di canonizzazione, con il salmo intonato da Marino Giaccone. Momento importante e di riflessione è stata la meditazione dell’arcivescovo Nosiglia, che ha elencato e ha dato credito all’opera di Giaccone, chiamato dagli orfani affettuosamente “papà”, che si impegnò fortemente nell’Azione Cattolica, vivendo per tanti anni a Roma, promotore dell’ENAOLI (Ente Nazionale per l’Assistenza degli Orfani dei Lavoratori Italiani), rimanendone dal 1948 per 25 anni presidente.

Articolo su La Valsusa del 23 settembre

Emilio Giaccone alla premiazione dei Giochi di Primaverra del 1970

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