Sui tragici avvenimenti che da ieri, 6 gennaio, stanno colpendo gli Stati Uniti come conseguenza del rifiuto del presidente uscente Donald Trump di riconoscere la sua netta sconfitta alle elezioni dello scorso novembre, interviene anche il giavenese Enrico Maria Rosso, rappresentante onorario della Camera di Commercio Americana a Torino.
Sono profondamente addolorato per le disgustose immagini che stanno arrivando da Washington — scrive Rosso in un comunicato — .Non accettare una sconfitta alle elezioni è una sconfitta per il mondo intero. La più grande Democrazia Mondiale non può permettersi queste immagini, anche se ci può essere delusione da parte di chi ha perso. Dimostrare di supportare chi ha vinto vuol dire rispetto per i cittadini ed è questo il messaggio che si deve dare a tutti ma soprattutto ai giovani. Si rischia un esempio negativo che può estendersi a macchia d’olio e venire emulato. Guai a diffondere questo odio. Mi auguro che prevalga un senso di civiltà e serietà in questo momento così delicato per il mondo intero“.
Enrico Rosso

Enrico Maria Rosso

Da mesi Donald Trump sostiene che le elezioni che hanno visto la vittoria del democratico Biden siano state “truccate”, ma nemmeno la benché minima prova è stata portata a supporto di questa teoria e tutti gli organi istituzionali che sono stati chiamati a esprimersi al riguardo, compresi quelli guidati da appartenenti al Partito Repubblicano, lo stesso di Trump, non hanno trovato nulla da eccepire sulla regolarità del voto.
Ieri, 6 gennaio, proprio mentre il Congresso stava ratificando la vittoria di Biden (che si insedierà il prossimo 20 gennaio), qualche migliaio di manifestanti pro Trump ha assaltato Capitol Hill, il Campidoglio di Washington, durante quello che è sembrato a tutti gli effetti un tentativo di golpe.
I manifestanti erano stati infatti aizzati poco prima dallo stesso Trump che, durante uno dei suoi deliranti discorsi fuori dalla Casa Bianca, aveva ribadito di essere stato “scippato” della vittoria.
La situazione a Washington è ancora molto tesa ed è dovuta intervenire la Guardia Nazionale per riportare una calma almeno apparente.

© Riproduzione riservata