L’Associazione culturale no profit “Natura di Luce”, Centro di Ricerca sulle tradizioni e la medicina popolare (www.naturadiluce.it), opera da diversi anni in Valle di Susa per recuperare e divulgare antiche tradizioni e saperi.

Un tempo, infatti, le conoscenze di medicina popolare e l’uso delle erbe si tramandavano solo oralmente, di generazione in generazione; e si sarebbero perciò inesorabilmente estinte con la scomparsa dei loro ultimi anziani conoscitori.

Nell’ultimo ventennio però, grazie al lavoro volontario dell’associazione con interviste a centinaia di anziani della Valle di Susa e delle altre valli piemontesi, sono state raccolte e salvate dall’oblio centinaia di usi di piante spontanee e ricette curative inedite, comparate e arricchite con diversi manoscritti locali antichi.

Una parte di questa conoscenza è ora racchiuso nel libro “Erbe e Antichi Rimedi”, ormai esaurito, ma prossimo a una nuova edizione più completa e aggiornata.

Rimedi ancora attualissimi, di facile realizzazione e per tutti i mali del quotidiano: dalle malattie da raffreddamento ai dolori articolari, dai traumi fisici ai problemi ginecologici e cutanei. Utilizzi che l’associazione trasmette nei suoi corsi, diversi per ogni stagione.

Riteniamo che, prima di affidarci esclusivamente a piante e rimedi esotici, abbiamo il dovere di conoscere le potenzialità terapeutiche delle piante medicinali dei nostri climi, coevolute con le stesse pressioni climatiche a cui siamo adattati anche noi.

Vista la stagione invernale che stiamo affrontando, vogliamo citare alcuni esempi per le malattie da raffreddamento.

Oggigiorno vanno molto di moda vitaminizzanti come le bacche di Goji (Nepal), quando nella nostra valle alpina esiste di meglio. È il caso delle bacche della rosa canina e del crespino (ricchissime di vitamina C e antiossidanti e, nell’ultimo caso, anche con principi attivi antisettici come l’alcaloide berberina) che possono essere mangiate direttamente o assunte in gocce, sotto forma di tintura madre alcolica, per stimolare efficacemente il sistema immunitario e preservarsi dal contagio di agenti patogeni.

L’articolo continua in edicola su La Valsusa del 6 febbraio.

Foto di Loredana Matonti

© Riproduzione riservata