La pizza “Dux” nel menu,  il ritratto di Mussolini alle pareti del  locale. Dimmi come, con chi e dove mangi e ti dirò chi sei, verrebbe da dire…  Succede a Exilles, in ristorante albergo  ai piedi del noto Forte che, per la seconda volta in poche settimane, viene criticata su internet per aver messo in mostra ’reliquie’ che ricordano il ventennio fascista. Exilles come Predappio?  Forse no,  visto che tutto è circoscritto tra le mura di un locale. La questione è nota da tempo ma la polemica si scatena dopo un post su Facebook in cui, qualche giorno fa, un cliente segnala di avere notato un quadro raffigurante Mussolini appeso alle pareti.  A novembre, su Trip Advisor, un’altra cliente lasciò una recensione negativa intitolata “Che tristezza. Ce ne siamo andati senza mangiare. Chiamare una pizza “Dux”  é vergognoso”. In quell’occasione il gestore del locale replicò:  “Che peccato, uno stupido pregiudizio non vi ha permesso di  assaggiare la nostra cucina. Noi  facciamo ristorazione, non politica. Ciò  che fa parte della nostra  storia, per quanto tragica, é comunque storia, e in un localecome il nostro, in stile militare, vista l’ubicazione sotto una fortezza, qualche cenno storico é più che plausibile”. E poi: “Nella saletta più  piccola abbiamo un dipinto di Napoleone. Eppure non ha creato tanto scalpore”.

La presunta neutralità storico-gastronomica dell’Osteria degli Archibugi viene però contestata dalle sezioni Anpi di Bussoleno Foresto Chianocco e di Chiomonte Alta Valle che, in una nota firmata con la Cgil della Valle di  Susa:  “Il solo fatto di essere collocato ai piedi di un forte militare non autorizza il rispolvero di ideologie fasciste.  Nonostante il proprietario affermi che non si tratti di una scelta politica, sembra evidente il contrario. Questo ci sembra oltraggioso in una valle simbolo della resistenza partigiana e da sempre legata agli ideali antifascisti. La scelta di esporre reperti storici che rimandano all’epoca fascista ha un solo nome : apologia di fascismo. Condanniamo con forza queste scelte vergognose e invitiamo i valsusini e i turisti a boicottare posti del genere che cercano di normalizzare idee bandite dalla Costituzione e che si inseriscono in un clima generale che tende allo sdoganamento del fascismo. Chiediamo con forza che anche il Comune di Exilles prenda posizione nei confronti di questa situazione che da anni ormai si protrae nel silenzio totale dell’amministrazione”.

Da parte sua il sindaco Michelangelo Castellano ha dichiarato a La  Stampa: “Non ci piace che il nome di Exilles sia finito dappertutto per una vicenda del genere. Credo che non farebbe piacere a nessuno”

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