No, Exilles non è Predappio ed è lontana anni luce da nostalgie di stampo neofascista. A dirlo, con forza è il sindaco del paese, Michelangelo Castellano che, insieme alla maggioranza che lo sostiene, prende posizione dopo gli articoli e le polemiche su un quadro di Mussolini esposto in un ristornante del paese.

“Il Comune – spiega il sindaco – sta perseguendo una politica mirata ad aumentare l’accoglienza turistico-alberghiera del suo territorio. Con grande fatica sta cercando di attrarre attività di ristorazione per ridare vigore e vitalità a un paese che, nel suo Forte, vede una grande possibilità di riscatto”.

Castellano precisa poi che “il Forte non è chiuso da dieci anni come sostenuto dal titolare del locale in questione. Da cinque anni è stato riaperto e, se pur con disponibilità economiche inferiori al passato e per periodi ancora brevi, sta lentamente riprendendo la sua marcia verso un futuro un po’ meno oscuro”.

Castellano aggiunge che “le realtà di ristorazione del territorio non sono solo legate al locale citato che, peraltro, si trova al di fuori dell’abitato di Exilles. Ne esistono almeno altre tre mentre si stanno facendo sforzi notevoli per permettere l’apertura di un quarto piccolo ristorante. Ci auguriamo poi che la frase dello storico Gianni Oliva, secondo il quale la presenza del quadro sarebbe “una buona ragione per non andare a mangiare ad Exilles”, sia soltanto dovuta a ragioni di forzata sintesi del testo”.

Il sindaco fa intendere che a  Exilles gli anticorpi contro il fascismo sono … resistenti. “Le montagne di Exilles – dichiara – sono state teatro di una dura lotta partigiana che ha pianto le sue troppe vittime, difficile dunque sporcare l’immagine di questo paese a causa di un immaturo revanscismo. Se è vero che fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce, ci sono ben altre ragioni per venirci, ad Exilles”.   

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