Chiesa oggi

Festa patronale di Bousson con il ritorno di don Andrea Gallizio

CESANA TORINESE – È stata un’edizione particolarmente significativa quella della festa patronale della Madonna della Neve a Bousson, celebrata il 5 agosto nella suggestiva cornice della Cappella di Santo Spirito.

Una giornata che ha saputo unire fede, tradizione e comunità, assumendo quest’anno un significato ancora più profondo per gli abitanti della borgata.

A rendere speciale la celebrazione è stato innanzitutto il ritorno di don Andrea Gallizio, parroco di Cesana Torinese, che proprio in occasione della festa di Bousson è tornato a celebrare la Santa Messa dopo un periodo di malattia e convalescenza. Un ritorno accolto con particolare affetto dalla comunità, che ha voluto stringersi attorno al proprio parroco in questo importante momento.

Alla celebrazione era presente anche il Sindaco di Cesana Torinese Daniele Mazzoleni, insieme agli abitanti della borgata e a numerosi partecipanti che hanno voluto condividere una giornata profondamente legata alla storia e all’identità di Bousson.

Quella di quest’anno è stata però anche la prima festa patronale senza Mary Regazzoni, figura fondamentale per la comunità e autentica custode delle tradizioni della borgata. La sua assenza si è fatta sentire, ma il modo migliore per ricordarla è stato proprio quello di continuare a portare avanti ciò in cui ha sempre creduto.

Così, durante la festa, le ragazze e le donne di Bousson hanno indossato con orgoglio i tradizionali abiti della borgata, dimostrando quanto siano ancora vive le tradizioni che Mary ha saputo trasmettere nel corso degli anni. Un gesto semplice ma dal grande valore simbolico: la memoria che diventa continuità e che passa da una generazione all’altra.

 “È stata una giornata particolarmente importante per Bousson e per tutta la comunità di Cesana – sottolinea il sindaco Daniele Mazzoleni –. Il ritorno di don Andrea dopo la malattia ci ha regalato un momento di grande gioia e lo abbiamo accolto con tutto il nostro affetto. Allo stesso tempo, questa è stata la prima festa senza Mary Regazzoni, una persona che ha rappresentato moltissimo per Bousson e che ha dedicato tanto alla conservazione delle sue tradizioni. Vederne oggi la continuità attraverso le ragazze e le donne che hanno indossato con orgoglio i costumi della borgata è stato il modo più bello per sentirla ancora presente tra noi. La tradizione vive quando viene trasmessa e condivisa, e Bousson ha dimostrato ancora una volta di avere una comunità forte e orgogliosa delle proprie radici”.

Luca Giai

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