Avrebbe potuto essere l’ennesima vittima, invece è diventata l’esempio da seguire. Un’anziana di Venaus ha mandato a monte un tentativo di truffa telefonica riconoscendo l’inganno e rifiutandosi di fornire qualsiasi informazione al sedicente maresciallo dei Carabinieri che l’aveva contattata al telefono fisso.
La donna ha ricevuto la chiamata in pieno giorno. Dall’altra parte della cornetta, una voce decisa si è presentata come appartenente alla Caserma di Susa, iniziando a porre domande incalzanti: nome, cognome, composizione del nucleo familiare, presenza di gioielli o denaro in casa. Ma qualcosa non tornava.
Servizio su La Valsusa del 14 maggio.
















