Un pc o uno smartphone, pochi clic e voilà: nel giro di pochi giorni arrivano a casa i prodotti scelti. Le vendite online hanno avuto il boom, in Italia, nel lockdown della scorsa primavera.

Negozi chiusi, la paura del contagio e l’essere costretti a stare a casa sono elementi che hanno convinto anche i più riottosi a comprare su internet. Anche solo per curiosità, per vedere ‘se funziona davvero’.

Da anni ormai l’e-commerce è diffuso nel mondo, soprattutto oltre oceano. Ma nel Belpaese ha sempre fatto fatica ad imporsi: sarà l’italico piacere del toccare con mano, dell’assaggiare un prodotto, del vedere con i propri occhi, sta di fatto che gli acquisti sul web non sono mai decollati su larga scala.

Ancor meno per il cibo: internet non può sostituire la chiacchierata con il venditore, la spiegazione di come si ottiene un prodotto raccontata da chi quel prodotto lo fa con le sue mani.

Eppure il futuro viaggia anche sul web: le vendite online non sostituiranno mai il contatto diretto ma sono un’opportunità in più. Una finestra sul mondo.

Ne sono convinti anche gli artigiani del territorio che, nonostante non abbiano ancora avuto dei riscontri così significativi, sanno che è il futuro e quindi debba essere potenziato. Bisogna perseverare, con pazienza.

Negli ultimi anni in Valle di Susa sono nati diversi birrifici ed alcuni sono approdati anche sul web con l’online. Fra loro, i birrifici Soralamà di Vaie e Castagnero di Rosta.

Servizio su La Valsusa del 17 dicembre.

Carmen Taglietto

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