Sono da sempre un uomo delle istituzioni, un servitore dello Stato. Oggi interpreto questo luogo passando dall’essere un ‘commissario di governo’ all’essere un ‘commissario di lotta’”. Scherza ma fino a un certo punto Paolo Foietta quando, nella sede di Torino Incontra spiega che l’Osservatorio sulla Torino-Lione non è morto ma… vive e lotta in mezzo a noi.

Già, perché proprio questa mattina, lunedì 25 marzo 2019, l’organismo “ha tenuto la riunione numero 278”.

Una provocazione? “Macchè – risponde Foietta incontrando i giornalisti al termine della seduta – nessuna provocazione. Anche perché l’Osservatorio non è scaduto; semmai è scaduto il commissario dopo che il governo ha deciso di non confermarlo nell’incarico”. Tanto che “il 28 dicembre abbiamo scritto al premier per chiedere che procedesse alla nomina di un nuovo commissario, ma anche questa lettera non ha avuto risposta. Visto il silenzio del governo abbiamo deciso di autoconvocarci”.  Così l’osservatorio coordinato da Foietta (“Ma non chiamatemi presidente, sia chiaro. Sarò un semplice portavoce”, afferma) riparte “per proseguire la sua attività in continuità con quanto fatto finora. Il governo non si è assunto la responsabilità di chiuderlo, ma lo ha messo nelle condizioni di non lavorare. I luoghi di confronto e dialogo si potenziano e non si chiudono” prosegue Foietta che si impegna a rimettere allo stesso tavolo 21 sindaci, la Regione Piemonte e la Città Metropolitana insieme a 37 associazioni di categoria del mondo produttivo e sindacale invitate permanentemente.

Faremo altre 3-4 riunioni nei prossimi due mesi”, nonostante la struttura a zero budget ma garantita dalla Regione Piemonte, “l’Osservatorio – ha spiegato Foietta che ha avuto da Chiamparino l’incarico di referente per le infrastrutture e la Tav – continuerà ad approfondire temi come l’analisi costi-benefici, le ricadute ambientali per sgombrare il campo da troppe fake news, le ipotesi avanzate in modo estemporaneo come la mini Tav (ma io parlerei di AmeniTav), le reti interscambio, le opere compensative”.

Frediani: “L’Osservatorio non ha più senso di esistere”

La rinascita dell’Osservatorio viene vista come fumo negli occhi dai pentastellati presenti in consiglio regionale. E’ la consigliera valsusina Francesca Frediani a dichiarare: “Foietta a che titolo convoca l’osservatorio sul Tav? Il suo incarico è scaduto da mesi ed è sempre più evidente l’occupazione di natura politica di un organismo che a questo punto non ha più senso di esistere. E come se non bastasse Chiamparino sta generosamente pagando, con i soldi dei cittadini Piemontesi, una lauta consulenza a Foietta affinché si occupi di TAV (opera non di competenza regionale) – aggiunge l’esponente pentastellata -. “Una manovra oscura e potenzialmente illegittima che ci ha portati ad esporre i dettagli di questa vicenda ai giudici della Corte dei Conti di Torino. Foietta infatti da alcune settimane ha ottenuto un incarico (22.500 euro lordi) da Chiamparino per occuparsi di un’infrastruttura che non è di competenza della Regione Piemonte – sostiene Frediani -. Nel frattempo scopriamo che ha ricevuto il via libera dai membri dell’Osservatorio per continuare a convocare le riunioni in qualità di presidente. Lascia senza parole l’occupazione politica dell’Osservatorio e l’utilizzo disinvolto che Chiamparino fa dei soldi dei cittadini, non è chiaro dove inizi la propaganda politica e dove finisca il legittimo utilizzo delle risorse pubbliche”.

Gariglio: “Basta fake news a 5Stelle … e la Lega?”

Di tutt’altro parere Davide Gariglio, deputato Pd in Commissione Trasporti alla Camera: “La Regione Piemonte, con il suo Governatore Sergio Chiamparino – dichiara – è l’unica istituzione che sta difendendo con i fatti la Torino-Lione, garantendo l’operatività dell’Osservatorio. Gariglio esprime “pieno sostegno a Paolo Foietta che ha assunto la carica di portavoce dell’organismo  e che continuerà a garantire obiettività e dati reali sull’opera, continuamente mistificati dal M5S. Stupisce ancora una volta il  silenzio di Salvini che interviene su tutto ma sta evitando con accuratezza di prendere posizione sulla Tav”.

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