Ieri, giovedì 14 febbraio, Paolo Foietta nell’ultimo suo giorno di lavoro come Commissario per la Torino-Lione non le ha certo mandate a dire com’è, del resto, nel suo stile. Nel mirino l’analisi costi benefici sulla Tav Torino-Lione, l’ottava nel suo genere ma questa volta “ordinata” dal ministro pentastellato alle infrastrutture Danilo Toninelli. “Un documento omertoso- commenta Foietta – che dà  dei numeri ma non dice come sono stati costruiti”.

Così il canto del cigno di Foietta (la cui testa dopo le elezioni del 4 marzo era stata chiesta a gran voce da grillini e No Tav), sta tutto in un documento, che poi è il 13° Quaderno dell’Osservatorio Tecnico sulla Torino-Lione, intitolato “Lettura critica della ACB sul collegamento ferroviario Torino Lione, redatta dal gruppo di lavoro sulla valutazione dei progetti del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti”.

Un testo – spiega Foietta – prodotto con spirito di leale collaborazione nel segno della mia piena disponibilità, anche dopo la fine del mio mandato, al confronto e alla discussione di merito su tutti gli argomenti trattati“.

Foietta non risparmia critiche al documento partorito dalla commissione presieduta dal professor  Ponti, in particolare sulla riduzione delle accise per il minor consumo del carburanti e sui minori introiti per le società concessionarie delle autostrade conseguenti all’entrata in funzione della nuova linea e al trasferimento di quote consistenti di trasporto merci dalla gomma al ferro.

Non solo.  Foietta rimprovera anche il fatto che l’analisi “esamini l’intera tratta che va da Torino a Saint-Jean-de-Maurienne e quindi non sia costruita su numeri e su costi di investimento che riguardano esclusivamente la tratta nazionale e la sezione transfrontaliera. Probabilmente non c’erano numeri ed elementi utili per fare la parte degli accessi francesi. Ma allora non capisco perché in questi conti devono rientrare costi che non sopporta l’Italia, costi che sono a carico della Francia e dell’Unione Europea. Non è corretto; siamo di fronte alla solita insalata russa. Se questa è l’analisi costi e benefici si stia ragionando dell’assurdo”.

Foietta si toglie qualche sassolino dalla scarpa anche su Toninelli: “Il ministro Toninelli dovrebbe ripassare la geografia e viaggiare un po’ di più. Tutte le merci che vanno nell’Occidente d’Europa, e che valgono in termini di interscambio economico 205 miliardi di euro all’anno, passano per Lione e passeranno per Lione. Oggi passano per Ventimiglia ma sappiamo tutti che è un valico che ha migliaia di problemi e che soprattutto i francesi avrebbero idee diverse su come utilizzare la Costa Azzurra piuttosto che farne un corridoio infrastrutturale”.

Foietta come “anti-Ponti”? Assolutamente no”, risponde Foietta: “Ponti è un personaggio che  trovo anche simpatico dal punto di vista personale. E’ uno che non ha peli sulla lingua come me, dice quello che pensa, il problema non è Ponti ma quello che pensa Ponti. La sua è una teoria assolutamente legittima che va bene discutere in sede  universitaria ma che se fosse applicata dallo Stato italiano, nella modalità definita in questa analisi, costituirebbe la  fine del trasporto ferroviario delle merci in Italia”.

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