Chi ha un po’ di memoria storica e ha seguito le vicende sindacali valsusine non può dimenticare Franco Aloia, leader sindacale di spessore nazionale e non solo.

Era il 1985 o giù di lì. Segretario Generale della Fim Cisl (metalmeccanici) di Torino, anziché contrattare contropartite e contrappesi decise di “scendere” un bel po’ di piani del palazzo sindacale (allora in via Barbaroux) e di tornare a fare il “soldato semplice” (semplice operatore sindacale) in Valle di Susa.

Protagonista di tante battaglie, Aloia è poi tornato a rivestire un ruolo importante nella Fim, risalendo uno per volta i piani dell’organizzazione fino ad arrivare a far parte della segreteria nazionale. Poi la pensione. Tranquilla? Fino a un certo punto.

A spiegarlo è la penna di Mario Calabresi, già direttore di Repubblica e La Stampa, nel suo sito mariocalabresi.com e sulla sua pagina FB (rubrica #altrestorie).

È il 5 marzo di quest’anno, racconta Calabresi, “e, come ogni giorno da sei anni, Franco si presenta alle otto e trenta all’ingresso della Rsa dove è ricoverata Adriana. Quella mattina, però, ha un vassoietto di pasticcini alla crema chantilly, servono per festeggiare il loro 54° anniversario di matrimonio”.

Servizio su La Valsusa del 28 maggio.

Bruno Andolfatto

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