Il diktat del capo: “Cerchiamo le case dei ricchi”. E per settimane, alla fine del 2018, hanno puntato le case di alcuni Comuni del torinese, tra cui Giaveno e Avigliana, mettendo a segno furti a raffica, di notte e di giorno, e seminando il terrore tra gli abitanti.

Ma questa volta ad andare a segno sono state le indagini degli inquirenti svolte attraverso pedinamenti, telecamere di sorveglianza comunali e intercettazioni telefoniche.

I carabinieri della compagnia di Rivoli hanno infatti arrestato nei giorni scorsi una banda di ladri che, tra ottobre e novembre 2018, ha agito impunemente.

Si credevano imprendibili e per questa ragione utilizzavano le loro auto sia per i sopralluoghi sia per commettere i furti. La filosofia della banda era di cercare le case dei ricchi per rubare di più.

Almeno venti i furti in abitazione messi a segno.

Due persone, un albanese e un romeno, sono state rintracciate e arrestate; i carabinieri sono ora sulle tracce degli altri tre complici.

L’indagine è partita grazie alla segnalazione di un maresciallo residente a Giaveno, ma operativo nel nucleo radiomobile di Pinerolo che, tornando a casa, in borgata, aveva notato un’auto sospetta che era ripartita a fari spenti; l’ha seguita e segnato il numero di targa, scoprendo poi il giorno dopo che, proprio in zona, era avvenuti dei furti.

Un’azione fondamentale che ha fatto individuare la banda criminale.

Articolo completo su La Valsusa dell’11 aprile.

Anita Zolfini

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