Da sempre gli zoo rappresentano un terreno scivoloso sia per l’opinione pubblica che per gli esperti del settore.

“Gli obiettivi di uno zoo sono educazione, ricerca e conservazione: traguardi legati indissolubilmente tra di loro” sono le chiare parole di Alice Andolfatto, medico veterinario valsusino che di un giardino zoologico è stata la direttrice sanitaria.

Nonostante la presenza umana pressochè costante, il benessere degli animali ospiti degli zoo rimane l’imperativo principale di chi gestisce queste realtà.

“Spesso i visitatori si lamentano per aver pagato un biglietto e magari non aver visto tanti animali quanti avrebbero voluto. E’ necessario comprendere che le specie presenti nei giardini zoologici non sono a disposizione del pubblico: bisogna essere educati ad un’attesa paziente, un elemento che permetterà anche di conoscere l’animale in modo più approfondito, comprendendone i ritmi e le abitudini” sono le parole di Alice.

Ciò che conta in questi ambienti non è la quantità di animali che si osservano, ma il modo in cui lo si fa.

Purtroppo sono ancora presenti strutture che replicano i vecchi criteri di zoo, ma i moderni giardini zoologici puntano sempre di più alla rinuncia di un grande numero di animali per favorire ad un minor numero di specie spazi più ampi che possano garantire un maggior benessere.

Per conoscere le moderne strutture della realtà italiana (sito UIZA, Unione Italiana Giardini Zoologici ed Acquari), clicca qui.

Articolo completo su “La Valsusa” del 25 giugno.

Benedetta Gini

 

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